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Consiglio degli stati svizzero: Contratti collettivi di lavoro prevalgano sui salari minimi cantonali, 17 marzo 2026

  • 21 mar
  • Tempo di lettura: 1 min


Il Consiglio degli Stati ha deciso di entrare in materia, con 27 voti contro 15, sulla riforma che darebbe priorità ai CCL dichiarati di obbligatorietà generale rispetto ai salari minimi cantonali, seguendo il progetto già approvato dal Nazionale nel giugno 2024.

La modifica alla LOCCL deriva da una mozione di Erich Ettlin approvata nel 2022, nonostante il Consiglio federale fosse contrario. Oggi i salari minimi sono in vigore in 5 cantoni: Ginevra, Neuchâtel, Giura, Basilea Città e Ticino. La riforma non cambierebbe la situazione ticinese, dove il salario minimo già non prevale sui CCL con clausola di obbligatorietà generale.

Per il relatore Fabio Regazzi, la priorità ai CCL è necessaria per evitare la frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale. Ginevra e Neuchâtel, dove il salario minimo prevale sui CCL, dovrebbero però mantenere il regime attuale.

Una minoranza ha contestato il progetto per ragioni istituzionali: 25 cantoni lo hanno respinto in consultazione e, secondo Tiana Moser e Pierre-Yves Maillard, la riforma interferirebbe con la sovranità cantonale e con decisioni popolari che hanno introdotto i salari minimi. Maillard ha inoltre avvertito che, in vista del dibattito sui Bilaterali III, approvare questa riforma sarebbe un “autogol” sul piano della sovranità.

 

Grazie della vostra attenzione.


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