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Italia, Archeologia, presentato il sistema di monitoraggio e manutenzione programmata di Pompei, 2 aprile 2026

  • 5 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Il Parco archeologico di Pompei ha concluso un lavoro di ricognizione senza precedenti sull’intera città antica, ottenendo una fotografia dettagliata dello stato di conservazione del sito. Questa mappatura integrale diventa ora la base per una manutenzione programmata e per una gestione più efficace del patrimonio.

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito Pompei “un laboratorio avanzato di tutela”, sottolineando come il nuovo sistema consenta finalmente una conoscenza puntuale di ogni elemento del sito e delle sue vulnerabilità.

L’indagine, durata diversi mesi, ha coinvolto gruppi multidisciplinari che hanno registrato decine di migliaia di dati relativi a rischi, degrado e condizioni delle strutture. Grazie a una piattaforma digitale sviluppata ad hoc, è stato possibile monitorare in modo sistematico oltre tredicimila ambienti distribuiti in circa milleduecento unità tra abitazioni e attività commerciali di epoca romana. In passato, l’assenza di un quadro aggiornato aveva contribuito a perdite significative, come dimostrano i crolli e i deterioramenti documentati negli ultimi secoli.

Il nuovo sistema informatico, realizzato con il supporto dell’Università di Salerno e di Visivalab, permette oggi di raccogliere e analizzare in tempo reale segnalazioni e criticità, integrando fotografie, dati tecnici e valutazioni di rischio. Tutte le informazioni confluiscono in una cartografia digitale che consente di programmare gli interventi secondo priorità e urgenze, sia per la manutenzione ordinaria sia per quella straordinaria.

Dai dati emergono anche correlazioni tra diverse forme di degrado, un elemento che apre nuove prospettive scientifiche per comprendere le dinamiche di deterioramento e per confrontarsi con altri siti che presentano problematiche simili.

Giuli ha evidenziato come questo modello unisca restauro, tecnologie innovative, sostenibilità e pianificazione, trasformando Pompei in un esempio di gestione integrata del patrimonio.

Anche Alfonsina Russo, Capo Dipartimento del MiC, ha rimarcato che una conoscenza aggiornata dello stato di conservazione permette interventi più tempestivi e una fruizione più ampia e sicura per il pubblico.

Il professor Andrea Carandini ha ricordato come l’idea di una manutenzione programmata a Pompei fosse un obiettivo coltivato da anni, oggi finalmente realizzato grazie al lavoro del Direttore Gabriel Zuchtriegel, che ha avviato anche nuovi studi sulle diverse regioni della città antica.

Zuchtriegel ha ribadito che la tutela richiede consapevolezza della fragilità del sito e una conoscenza capillare delle sue condizioni, elementi indispensabili per programmare restauri e manutenzioni efficaci.

L’approccio adottato dal Parco punta dunque a una manutenzione preventiva, scientifica e sostenibile, basata su una visione complessiva del sito e non più su interventi emergenziali. Il modello sviluppato a Pompei, inoltre, può essere replicato in altri contesti archeologici.

 

 

Grazie della vostra attenzione.

 

 


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