Italia, FUSIONI DI COMUNI IN TRENTINO, 4 aprile 2026
- 6 apr
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A dieci anni dal grande processo di fusione dei Comuni trentini, il territorio sta avviando una riflessione approfondita sui risultati ottenuti e sulle prospettive future. Anche Uncem ha contribuito al confronto, partecipando all’iniziativa promossa dal Comune di Altavalle, che ha riunito amministratori locali, rappresentanti istituzionali ed esperti.
Il messaggio emerso è chiaro: nessun Comune può pensare di affrontare da solo le sfide attuali. Che si scelga la strada della fusione o quella delle Unioni, la collaborazione è indispensabile per costruire un futuro solido, tanto per i piccoli quanto per i grandi enti. Non si tratta di una questione di risparmio, né di creare aggregazioni funzionali che finirebbero per frammentare ulteriormente competenze e responsabilità. Serve invece una pianificazione coerente, basata su un modello organizzativo stabile, come già avviene in diversi Paesi europei.
Ripensare l’assetto dei Comuni non è un esercizio tecnico o contabile, ma un processo politico che richiede visione e capacità di superare logiche individualistiche. Solo così si possono affrontare problemi strutturali come la carenza di personale o le risorse limitate. In questo percorso, il Consorzio dei Comuni trentini ha svolto un ruolo fondamentale nell’accompagnare gli enti negli ultimi dieci anni.
Il tema non è giudicare se le fusioni siano state positive o negative, ma costruire percorsi che rafforzino la democrazia locale e l’autonomia istituzionale, evitando che i Comuni dipendano da soggetti esterni o da fornitori privati. L’esperienza avviata in Trentino, afferma il presidente nazionale di Uncem Marco Bussone, dovrebbe diventare un riferimento per tutte le Regioni: oggi nessun Comune, grande o piccolo, può permettersi di restare isolato.
Grazie della vostra attenzione.
Fonte: www.uncem.it
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