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Italia regione Emilia Romagna, Innovazione. Intelligenza artificiale, sì all’utilizzo per sicurezza, sanità e istruzione , 4 aprile 2026

  • 4 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

A Bologna emerge una fotografia chiara: per i cittadini dell’Emilia-Romagna l’intelligenza artificiale è una tecnologia da utilizzare soprattutto in ambiti sensibili come sicurezza, sanità e istruzione. Ne riconoscono il potenziale nel migliorare la vita quotidiana, ma mantengono una certa cautela quando si parla di lavoro e welfare, temendo possibili effetti di precarizzazione. L’IA è percepita come un’opportunità che richiede però regole solide, strumenti contro la disinformazione e un forte investimento nelle competenze digitali.

Queste considerazioni arrivano dalla ricerca “Emilia-Romagna e l’Intelligenza Artificiale”, commissionata dalla Regione e da Lepida al centro studi Observa – Science in Society. L’indagine, basata su un campione di 500 persone, è stata presentata ai Comuni durante un incontro online con l’assessora all’Agenda digitale Elena Mazzoni e il ricercatore Andrea Rubin.

Mazzoni ha sottolineato che comprendere come i cittadini percepiscono l’IA è essenziale per guidare la transizione digitale: non c’è rifiuto dell’innovazione, ma la richiesta di poterla conoscere, governare e utilizzare in modo equo. Il compito delle istituzioni, ha ribadito, è accompagnare questo cambiamento, rafforzando diritti e competenze.

La ricerca analizza tre aspetti: percezioni, livello di informazione e uso degli strumenti basati su IA. L’immaginario collettivo si sta allontanando dai robot umanoidi: oggi l’IA viene associata soprattutto a chatbot e assistenti vocali. Nonostante la diffusione di strumenti come ChatGPT o Gemini, meno della metà degli intervistati si sente davvero informata. Le differenze sono marcate: gli uomini dichiarano maggiore familiarità, i giovani sono più aperti e curiosi, mentre dopo i 55 anni la conoscenza cala nettamente. Il livello di istruzione resta un fattore decisivo.

Sul fronte delle fonti informative, la televisione rimane il canale principale, seguita da social e stampa. In Emilia-Romagna, però, pesa più che altrove il passaparola familiare e amicale: l’IA è ormai un tema di conversazione quotidiana.

L’atteggiamento prevalente è un ottimismo prudente. La maggioranza accetta l’uso dei grandi modelli linguistici purché regolamentati, e il consenso cresce quando si parla di applicazioni concrete: sicurezza, medicina e istruzione raccolgono ampio sostegno. Guardando al futuro, gli intervistati prevedono effetti sia positivi sia negativi, con una minoranza che si colloca agli estremi.

Resta forte la fiducia nel contributo dell’IA alla qualità della vita, mentre permangono dubbi sull’impatto occupazionale. Per questo, i cittadini chiedono una governance pubblica capace di orientare e controllare lo sviluppo tecnologico. Tra le priorità: contrasto alle fake news e diffusione capillare delle competenze digitali.

 

 

Grazie della vostra attenzione.


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