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Svizzera, burocrazia non va combattuta con regole burocratiche, 24 aprile 2026

  • 28 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP‑N) ribadisce che l’Assemblea federale dispone già degli strumenti necessari per valutare l’impatto delle leggi e abrogare norme superflue, e per questo respinge sia l’idea di un «freno alla regolamentazione» sia la creazione di una «Commissione d’esame della regolamentazione». La mozione Stark 25.4187 viene respinta con 13 voti contro 12, mentre l’iniziativa parlamentare Golay 25.479 è respinta con 14 voti contro 9 e 2 astensioni. Una minoranza sostiene entrambe le proposte.

La Commissione respinge anche l’iniziativa parlamentare Reimann 25.437, che chiede di estendere il referendum obbligatorio agli accordi internazionali, con 13 voti contro 12, ritenendo che la discussione debba avvenire nel quadro dell’«Iniziativa Bussola» attesa per l’autunno.

Sul metodo Sainte‑Laguë per le elezioni del Consiglio nazionale, la CIP‑N ha commissionato uno studio (intervento 24.422) per valutare gli effetti del nuovo sistema e proseguirà l’esame nelle prossime sedute.

In tema di sicurezza nei centri d’asilo, la Commissione approva con 15 voti contro 8 e 2 astensioni la mozione 26.3522, che chiede strumenti disciplinari più chiari, un rafforzamento delle misure di allontanamento e meccanismi di compensazione per i Cantoni, oltre al consenso obbligatorio dei Cantoni e Comuni per creare aree di sicurezza interne. Con 13 voti contro 10 e 2 astensioni, viene accolta anche la mozione Chiesa 25.4577, che prevede coprifuoco o detenzione fino a 10 giorni per richiedenti l’asilo violenti o recidivi. Una minoranza chiede di attendere l’attuazione delle misure già avviate.

Infine, la Commissione propone di accogliere, con 14 voti contro 11, la mozione Friedli 25.4039, che vieta il ricongiungimento familiare in caso di matrimoni per procura, per garantire che il matrimonio avvenga con il consenso libero e in presenza di entrambi i partner. Una minoranza ritiene il divieto sproporzionato e lesivo del diritto alla vita familiare.

 

 


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