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Svizzera, consiglio nazionale: nomadi vittime di crimini contro l'umanità, 27 aprile 2026

  • 28 apr
  • Tempo di lettura: 1 min

Il Consiglio nazionale ha riconosciuto, con 100 voti a 67 e 20 astensioni, che le persecuzioni storiche contro Jenisch e Sinti costituiscono crimini contro l’umanità. La Camera, richiamandosi alla ricerca storica e alla posizione del Consiglio federale, esprime rammarico per le sofferenze inflitte e invita Confederazione, Cantoni e Comuni a tutelare queste comunità e a valorizzarne lo stile di vita nomade come patrimonio culturale immateriale.

Tra 1926 e 1973, il programma “Bambini della strada” di Pro Juventute sottrasse circa 2000 minori alle famiglie, collocandoli in istituti, famiglie affidatarie, manicomi o carceri; alcuni adulti furono internati o sterilizzati con la forza. I Cantoni più colpiti furono Grigioni, Ticino, San Gallo e Svitto.

Il Consiglio federale aveva già riconosciuto il crimine nel febbraio 2025, dopo una perizia del professor Oliver Diggelmann, che ha confermato la violazione sistematica dei diritti fondamentali. Le richieste di riconoscere un “genocidio culturale”, avanzate nel 2021 e nel gennaio 2024, non sono state accolte poiché non previste dal diritto internazionale.

Dagli anni ’70, grazie anche al Beobachter, il tema è entrato nel dibattito pubblico, portando a fondi di riparazione per 11 milioni di franchi nel 1988 e 1992, e alle scuse ufficiali del Consiglio federale nel 2010 e 2013 alle oltre 100'000 persone vittime di misure coercitive fino al 1981.

 


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