Trasferimento del traffico: la CTT-S decide misure supplementari
- 22 feb
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Aggiornamento: 24 feb
Data: 13 Gennaio 2026
La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha esaminato il rapporto del Consiglio federale sul trasferimento del traffico merci attraverso le Alpi, rilevando che nel 2024 il numero di transiti di veicoli pesanti ha nuovamente superato il limite legale. La Commissione sostiene le misure governative per rafforzare il trasferimento del traffico dalla strada alla ferrovia e ha presentato una mozione per garantire, oltre il 2030, il mantenimento dei contributi al traffico combinato transalpino, assicurando così certezza degli investimenti e pianificazione a lungo termine.
La CTT-S ha inoltre avviato l’esame di ulteriori proposte per garantire le risorse della politica di trasferimento del traffico e ha ascoltato i Cantoni della Svizzera orientale su iniziative che chiedono la realizzazione di importanti progetti stradali respinti nella votazione federale del 2024. Pur riconoscendone l’utilità, la Commissione intende valutarli nel contesto nazionale e proseguirà l’esame dopo la consultazione federale sulla prossima fase di ampliamento delle strade.
In ambito ferroviario, la Commissione sostiene misure per rafforzare la sicurezza di personale e passeggeri, appoggia iniziative per tutelare integralmente il Fondo per l’infrastruttura ferroviaria e respinge l’aumento dei contributi ai programmi d’agglomerato. Ha inoltre preso atto di un rapporto sulla sicurezza e ridondanza della rete ferroviaria a lunga distanza.
Sul fronte delle telecomunicazioni e dei media, la Commissione si oppone all’introduzione della pubblicità politica per le emittenti radiotelevisive private, confermando il divieto attuale. Sostiene invece misure contro l’abuso dei numeri di chiamata svizzeri e lo spoofing, approvando mozioni specifiche, mentre rinuncia a estendere le competenze della ComCom sulla fibra ottica per non frenare gli investimenti.
Infine, la Commissione si è espressa contro l’avvio di una nuova revisione della legislazione sulle poste, ritenendo sufficienti le misure già adottate e rinviando una discussione più ampia alla futura revisione della legge.
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