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  • Svizzera, consiglio degli stati: clausola salvaguardia completata con tassa incitativa, 29 settembre 2026

    Nel dibattito sui Bilaterali III, il Consiglio degli Stati ha deciso di rafforzare la clausola di salvaguardia sull’immigrazione. Il Consiglio federale dovrà valutarne l’attivazione quando verrà superata una soglia nazionale in uno di 4 settori: immigrazione netta dall’UE, nuovi frontalieri, disoccupazione o assistenza sociale. La verifica dovrà inoltre avvenire ogni anno. La Camera dei Cantoni vuole anche introdurre una tassa d’incentivazione con aliquote minime comprese tra 2'000 e 4'000 franchi, applicabile ai lavoratori e anche ai familiari maggiorenni che raggiungono la Svizzera. Il prelievo riguarderebbe pure i cittadini di Paesi terzi una volta attivata la clausola. È stata inoltre resa obbligatoria la presentazione dell’estratto del casellario giudiziario per i cittadini UE che intendono stabilirsi in Svizzera. In materia di soggiorno permanente, il termine di 5 anni ricomincerebbe da zero per disoccupati o beneficiari dell’assistenza sociale. Approvate infine anche le disposizioni sui trasporti terrestri e aerei. Fonte: www.parlament.ch Hashtag: #BilateraliIII #Immigrazione #ConsiglioDegliStati #ClausolaDiSalvaguardia #SvizzeraUE

  • Svizzera, consiglio nazionale: lavoro, agevolare integrazione ucraini e stranieri qualificati, 30 settembre 2026

    Il Consiglio nazionale ha approvato con 128 voti contro 65 nuove regole per facilitare il cambio di Cantone agli ucraini titolari di un permesso S quando necessario per motivi professionali. Per beneficiare della misura sarà necessario non ricevere assistenza sociale, avere un rapporto di lavoro da almeno 1 anno e dimostrare che la permanenza nel Cantone attuale non è ragionevolmente sostenibile, ad esempio per la distanza o gli orari di lavoro. La riforma prevede inoltre l’obbligo per i disoccupati con statuto S di iscriversi ai centri di collocamento, così da favorire l’accesso alle offerte di impiego. Novità anche per i cittadini di Stati terzi diplomati in Svizzera: chi conclude una scuola specializzata superiore o una scuola universitaria professionale potrà accedere più facilmente al mercato del lavoro e restare nel Paese per 6 mesi dopo la formazione per cercare un’occupazione. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati. Fonte: www.parlament.ch Hashtag: #PermessoS #Ucraina #ConsiglioNazionale #MercatoDelLavoro #PoliticaSvizzera

  • Svizzera, consiglio nazionale: prolungare arresto provvisorio di polizia a 48 ore, 30 settembre 2026

    Il Consiglio nazionale ha approvato con 113 voti favorevoli e 68 contrari una mozione che estende da 24 a 48 ore il termine entro cui una persona arrestata deve essere liberata oppure consegnata al ministero pubblico. La modifica punta a concedere più tempo alla polizia per raccogliere prove, soprattutto in situazioni complesse come manifestazioni con numerosi controlli d’identità e fermi provvisori. Se l’arresto è preceduto da un fermo, anche quel periodo viene conteggiato nel limite complessivo. La proposta era sostenuta dalla Commissione degli affari giuridici, ma contestata da una minoranza e dal Consiglio federale. Il ministro Beat Jans ha ricordato che la procedura deve comunque lasciare tempo sufficiente alla procura e al giudice dei provvedimenti coercitivi per decidere entro il limite massimo di 96 ore stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sull’arresto preventivo o sulla liberazione. Il Consiglio federale dovrà ora elaborare un progetto di legge. Fonte: www.parlament.ch Hashtag: #ConsiglioNazionale #GiustiziaSvizzera #ArrestoProvvisorio #CodiceProceduraPenale #PoliticaSvizzera

  • Svizzera, L'Assemblea federale e il Consiglio nazionale in breve, 30 settembre 2026

    La giornata parlamentare si è aperta con l’Assemblea federale riunita per eleggere alcuni membri del Tribunale federale, del Tribunale penale federale e dell’Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione. Il Consiglio nazionale ha poi approvato con 120 voti contro 70 e 4 astensioni il programma immobiliare civile della Confederazione per il 2026, che prevede investimenti per 773,8 milioni di franchi, tra cui il risanamento della Biblioteca nazionale a Berna e la ristrutturazione dell’ambasciata svizzera a Londra. Il dossier passa agli Stati. Respinta invece, con 99 voti contro 84 e 8 astensioni, la proposta costituzionale che avrebbe permesso alla Confederazione di finanziare i danni agli edifici causati da gravi terremoti tramite un prelievo sui proprietari immobiliari. L’oggetto è definitivamente bocciato. In una sessione straordinaria sul finanziamento dell’esercito, il Nazionale ha inoltre respinto 7 mozioni. Il Consiglio degli Stati ha già approvato un aumento dell’IVA di 0,2 punti percentuali fino al 2045 per finanziare le forze armate. Via libera anche alla modifica della legge sul traffico pesante, con 125 voti contro 23 e 41 astensioni, mentre sul permesso S il Nazionale ha approvato con 128 voti contro 65 regole più flessibili per consentire agli ucraini di cambiare Cantone per motivi di lavoro. Approvata tacitamente anche una mozione per creare un monitoraggio nazionale degli autori di violenza domestica. Sul fronte della sicurezza, con 113 voti contro 68, la Camera ha sostenuto l’estensione della durata massima dell’arresto provvisorio da 24 a 48 ore nei casi legati all’estremismo violento. Durante la seduta si è inoltre discusso di canicola e siccità e della gestione della carenza d’acqua. Fonte: www.parlament.ch Hashtag: #ConsiglioNazionale #PoliticaSvizzera #ParlamentoSvizzero #Sicurezza #ConfederazioneSvizzera

  • Svizzera, consiglio degli stati: referendum obbligatorio per Bilaterali III, 30 settembre 2026

    Il Consiglio degli Stati ha deciso, con 23 voti contro 17 e 3 astensioni, che il pacchetto dei Bilaterali III con l’Unione europea dovrà essere sottoposto a un referendum obbligatorio “sui generis”, quindi alla doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Una soluzione già utilizzata in passato, nel 1972 per l’Accordo di libero scambio con la CEE e nel 1992 per lo Spazio economico europeo. Il Consiglio federale, rappresentato da Ignazio Cassis, sosteneva invece il referendum facoltativo, come per i Bilaterali I e II, ritenendo che gli accordi non comportino un’adesione a un’organizzazione sovranazionale né limitino in modo sostanziale il ruolo di Parlamento e cittadini. Cassis ha ricordato anche l’accordo Schengen-Dublino, sul quale si è votato finora 3 volte a maggioranza semplice. La Camera ha però scelto una maggiore legittimazione democratica, sostenuta anche dai senatori ticinesi Marco Chiesa e Fabio Regazzi. Pur essendosi 15 Cantoni espressi a favore della soluzione del Governo, il Ticino ha chiesto la doppia maggioranza. Parallelamente, è stata approvata un’iniziativa parlamentare della CIP-S legata all’articolo 121 della Costituzione, che prevede una disposizione transitoria per rendere compatibili i Bilaterali III con le norme sull’immigrazione. Le modifiche alla libera circolazione potrebbero riguardare, secondo il Consiglio federale, alcune centinaia di persone. Fonte: www.parlament.ch Hashtag: #BilateraliIII #SvizzeraUE #ReferendumObbligatorio #ConsiglioDegliStati #PoliticaSvizzera

  • Svizzera, Il Consiglio degli Stati in breve, 30 settembre 2026

    Il Consiglio degli Stati ha proseguito l’esame dei Bilaterali III tra Svizzera e Unione europea, uno dei dossier centrali dell’ultima settimana di sessione. Dopo le prime decisioni sulla clausola di salvaguardia, la Camera dei Cantoni ha approvato una maggiore protezione contro il licenziamento per i rappresentanti del personale e dei sindacati. Stabilita inoltre la parità di trattamento tra studenti svizzeri e studenti provenienti dall’UE iscritti ai Politecnici federali per quanto riguarda le tasse universitarie. Il Parlamento federale dovrebbe inoltre essere coinvolto maggiormente nel processo di recepimento del diritto europeo. Sul referendum ha prevalso, con 23 voti contro 17 e 3 astensioni, la soluzione del referendum obbligatorio “sui generis”, che richiede la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Approvati anche 3 crediti d’impegno per la coesione, pari complessivamente a 3,3 miliardi di franchi per il periodo 2030-2036. Il dossier dovrebbe essere completato con la decisione sul credito destinato alla partecipazione svizzera al programma Erasmus+ prima del passaggio al Consiglio nazionale. La Camera dei Cantoni ha inoltre approvato, con 23 voti contro 18 e 2 astensioni, una modifica costituzionale che consentirebbe al Consiglio federale di ratificare gli accordi sulla stabilizzazione delle relazioni Svizzera-UE. Il progetto prevede anch’esso una votazione di popolo e Cantoni e punta a chiarire la compatibilità costituzionale delle modifiche all’Accordo sulla libera circolazione delle persone, introducendo una disposizione transitoria sulla gestione autonoma dell’immigrazione. Il dossier passa ora al Consiglio nazionale. Sul fronte dei trasporti, le Camere federali hanno infine raggiunto un’intesa sulla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni. A partire dal 2031, anche i camion elettrici saranno assoggettati alla TTPCP. Con la soluzione dell’ultima divergenza tra le due Camere, il progetto è ora pronto per le votazioni finali. Fonte: www.parlament.ch Hashtag: #BilateraliIII #SvizzeraUE #ConsiglioDegliStati #PoliticaSvizzera #UnioneEuropea

  • Svizzera, consiglio degli stati: Bilaterali III, tassa incitativa per limitare l' immigrazione, 29 settembre 2026

    Nel secondo giorno dedicato ai Bilaterali III, il Consiglio degli Stati ha deciso di rafforzare la clausola di salvaguardia prevista per contenere un’immigrazione eccessiva in presenza di gravi conseguenze economiche o sociali, aggiungendo rispetto alla proposta del Consiglio federale anche una tassa d’incentivazione. Sulla protezione dei salari, invece, la Camera dei Cantoni ha finora seguito la linea del Governo, mentre resta ancora aperta la questione della maggiore protezione dal licenziamento per i rappresentanti del personale e dei sindacati attivi nelle aziende. Gli Stati hanno inoltre deciso di rendere obbligatoria, in determinati casi, la presentazione di un estratto del casellario giudiziale per chi intende stabilirsi in Svizzera, introducendo controlli più severi in materia di sicurezza. Con il nuovo pacchetto Svizzera-UE, Berna potrà adottare autonomamente misure correttive qualora la libera circolazione provochi gravi difficoltà economiche o sociali. Il consigliere federale Beat Jans ha definito questa possibilità un importante risultato dei negoziati. Il Consiglio federale dovrà valutare l’attivazione della clausola quando verranno superate determinate soglie, sulla base di quattro indicatori: immigrazione netta proveniente dall’UE, numero di nuovi frontalieri, disoccupazione e tasso di assistenza sociale. Gli Stati hanno inoltre imposto una verifica annuale sulla necessità di attivare la clausola e previsto una tassa sull’immigrazione. La commissione competente aveva sostenuto questa proposta con 7 voti contro 0 e 6 astensioni. Per i lavoratori dipendenti il prelievo dovrebbe essere versato dalle imprese e ammontare ad almeno 4'000 franchi, mentre per i maggiorenni che raggiungono familiari residenti in Svizzera sarebbe prevista una tassa minima di 2'000 franchi. Gli introiti verrebbero redistribuiti alla popolazione e, una volta attivata la clausola, la misura dovrebbe essere estesa anche ai cittadini di Stati non appartenenti all’UE. Secondo la maggioranza della Camera, il prelievo dovrebbe incentivare le aziende a ricorrere maggiormente alla manodopera già presente in Svizzera, riducendo l’immigrazione e favorendo lavoratori in grado di generare maggiore valore aggiunto. Beat Jans ha tuttavia segnalato possibili difficoltà giuridiche e amministrative e ha espresso riserve sugli importi compresi tra 2'000 e 4'000 franchi. Jans avrebbe preferito eliminare almeno la tassa prevista per i familiari, posizione condivisa da Flavia Wasserfallen. Pascal Broulis ha invece criticato più in generale il provvedimento, ricordando il contributo dell’immigrazione all’economia svizzera, il possibile impatto su settori con margini ridotti come la ristorazione e il rischio di misure analoghe da parte degli Stati UE nei confronti degli svizzeri residenti all’estero. Sul fronte della sicurezza, grazie al voto decisivo del presidente del Consiglio degli Stati Stefan Engler, il plenum ha approvato controlli più sistematici sui precedenti penali delle persone che arrivano in Svizzera. In presenza di un rischio per la sicurezza, il diritto di soggiorno potrà essere rifiutato o limitato. Esther Friedli e Pirmin Schwander hanno sostenuto che l’assenza di verifiche potrebbe consentire l’ingresso di persone con precedenti criminali, mentre la commissione preparatoria proponeva di richiedere il documento soltanto in presenza di sospetti concreti. Tiana Angelina Moser ha criticato un controllo generalizzato e Beat Jans ha ricordato che il tema non faceva parte del mandato negoziale originario. Gli Stati hanno inoltre approvato una proposta di Esther Friedli per irrigidire le condizioni di accesso al soggiorno permanente dei cittadini UE: disoccupati e persone che ricevono assistenza sociale non potrebbero presentare domanda e il periodo necessario per ottenere il diritto di soggiorno, fissato a 5 anni, ripartirebbe da zero. Beat Jans si è opposto senza successo, sostenendo che un’esclusione generalizzata dei beneficiari dell’assistenza sociale sarebbe incompatibile con il principio della libera circolazione delle persone. Sul fronte salariale, il Consiglio degli Stati ha finora seguito le proposte del Consiglio federale. Il dibattito è stato temporaneamente sospeso perché il ministro dell’economia Guy Parmelin ha dovuto lasciare l’aula per un altro impegno. L’accesso facilitato al mercato del lavoro svizzero previsto dagli accordi con l’UE ha alimentato timori di dumping salariale, soprattutto in relazione alle imprese straniere che inviano dipendenti in Svizzera applicando condizioni salariali inferiori a quelle locali. Per contrastare questi rischi, il Consiglio federale, insieme a Cantoni e parti sociali, ha elaborato 14 misure a tutela dei salari svizzeri. Pierre-Yves Maillard, presidente dell’Unione sindacale svizzera, ha accolto positivamente il compromesso, mentre Fabio Regazzi, presidente dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, ha invitato a preservare il pacchetto. Anche Guy Parmelin e Benedikt Würth hanno chiesto di non alterare l’equilibrio raggiunto dopo lunghe trattative. Resta però ancora aperta la cosiddetta misura 14, che rafforzerebbe la protezione contro il licenziamento dei rappresentanti sindacali nelle aziende: la commissione competente l’aveva respinta, mentre la sinistra intende difenderla. La Camera dei Cantoni ha inoltre approvato senza opposizioni la legge federale sulla cooperazione amministrativa per il riconoscimento delle qualifiche professionali. In materia di trasporti, gli Stati hanno sostenuto le proposte del Governo, aggiungendo una precisazione sulla concorrenza. È prevista un’apertura controllata del trasporto ferroviario internazionale di passeggeri, mentre nel traffico stradale transfrontaliero resteranno diverse eccezioni. Nel settore dell’aviazione, la Svizzera ha ottenuto lo scambio dei diritti di cabotaggio: le compagnie svizzere potranno offrire collegamenti interni nei Paesi dell’UE e quelle europee potranno fare altrettanto in Svizzera. L’esame dei Bilaterali III era iniziato lunedì con l’approvazione dell’entrata in materia con 29 voti contro 15. Il Parlamento ha inoltre affrontato la creazione di un’autorità indipendente dalla Commissione della concorrenza per sorvegliare gli aiuti di Stato. Resta infine aperta la questione del referendum: quello facoltativo richiederebbe la maggioranza semplice dei votanti, mentre quello obbligatorio necessiterebbe della doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Fonte: www.parlament.ch

  • Svizzera, Il Consiglio degli Stati in breve, 29 settembre 2026

    Il Consiglio degli Stati ha proseguito l’esame del pacchetto Bilaterali III tra Svizzera e Unione europea, uno dei principali temi dell’ultima settimana di sessione. Dopo il dibattito sull’entrata in materia e le prime decisioni sugli aiuti di Stato, la Camera dei Cantoni ha stabilito che la clausola di salvaguardia contro un’immigrazione eccessiva, qualora provochi gravi conseguenze economiche e sociali, dovrà essere accompagnata da una tassa incitativa. Rimangono ancora aperte alcune questioni centrali. Domani sarà affrontata la protezione dal licenziamento dei rappresentanti dei lavoratori e dei sindacati nelle aziende. Resta inoltre da decidere se il pacchetto dovrà essere sottoposto a referendum facoltativo, con la sola maggioranza popolare, oppure obbligatorio, che richiederebbe la doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Sul fronte dell’IVA, gli Stati hanno invece eliminato tacitamente le ultime divergenze con il Consiglio nazionale. L’aliquota agevolata del 3,8% per il settore alberghiero resterà così in vigore fino alla fine del 2031. Il dossier è ora pronto per le votazioni finali. Fonte: www.parlament.ch

  • Ticino Svizzera, Sovranità dei dati e garanzia energetica: quanto è resiliente il Cantone Ticino, 24 settembre 2026

    Il deputato Andrea Sanvido, per il Gruppo Lega dei ticinesi, ha presentato il ventiquattro settembre duemilaventisei un’interrogazione al Gran Consiglio sulla sovranità digitale e sulla resilienza energetica del Cantone Ticino. L’atto parte dal crescente peso della digitalizzazione nell’Amministrazione cantonale e mette in evidenza la dipendenza da infrastrutture informatiche, servizi cloud ed energia elettrica. Il Cantone si è dotato nel duemilaventiquattro di una Strategia per la trasformazione digitale, mentre Ginevra ha adottato nel duemilaventisei una strategia specifica sulla sovranità digitale. Sanvido chiede al Governo dove siano conservati i dati cantonali, quanto il Ticino dipenda da fornitori esterni e quali garanzie esistano per i dati sensibili. L’interrogazione vuole inoltre chiarire l’autonomia energetica dei centri di calcolo in caso di blackout, la disponibilità di sistemi di emergenza e l’esistenza di test su interruzioni prolungate. In totale vengono poste dodici domande, con l’obiettivo di verificare se il Cantone sia sufficientemente preparato ad affrontare crisi informatiche, energetiche o delle telecomunicazioni. Fonte: https://www4.ti.ch/ Hashtag: #SovranitàDigitale #Cybersicurezza #Blackout #CantoneTicino #Digitalizzazione

  • Ticino Svizzera, A dieci anni dal voto su “Prima i nostri”, 24 settembre 2026

    Il deputato Alain Bühler ha presentato il ventiquattro settembre duemilaventisei un’interrogazione al Gran Consiglio ticinese per fare un bilancio, a dieci anni dal voto sull’iniziativa “Prima i nostri”, dell’incidenza del personale frontaliero nell’Amministrazione cantonale, negli enti partecipati e nelle organizzazioni finanziate dal Cantone. Il testo ricorda che nel settembre duemilasedici il popolo ticinese approvò l’iniziativa costituzionale, introducendo il principio della preferenza indigena e promuovendo misure a favore della manodopera residente. Bühler chiede ora dati aggiornati per valutare come sia cambiata la composizione del personale e quali effetti abbiano avuto le misure adottate. Particolare attenzione viene dedicata agli enti sussidiati dal Cantone. L’interrogazione chiede di distinguere tra cittadini svizzeri residenti, titolari di permesso B, titolari di permesso C e frontalieri con permesso G, confrontando la situazione attuale con quella del duemilasedici. Per le società e gli enti partecipati viene inoltre chiesto di indicare quelli in cui il Cantone possiede una quota superiore al cinquanta per cento. Bühler vuole anche sapere quali enti ricevono finanziamenti cantonali pari o superiori al cinquanta per cento del loro budget pur non essendo soggetti alla preferenza indigena, e se sia opportuno estendere loro le misure a favore della manodopera residente. Il deputato chiede infine chiarimenti sulle verifiche attualmente in corso e una valutazione complessiva dell’efficacia di “Prima i nostri” dopo dieci anni. Fonte: https://www4.ti.ch/ Hashtag: #PrimaINostri#Frontalieri#LavoroInTicino#GranConsiglio#ManodoperaResidente

  • Ticino Svizzera, PISA 2025: è tempo di tornare all’essenza della scuola, 25 settembre 2026

    Giuseppe Cotti e Aron Piezzi hanno presentato il venticinque settembre duemilaventisei un’interrogazione al Gran Consiglio ticinese sui risultati PISA duemilaventicinque, chiedendo al Consiglio di Stato una riflessione sulle priorità della scuola e sul rafforzamento delle competenze fondamentali. Secondo il testo, i quindicenni ticinesi ottengono risultati non significativamente diversi dalla media svizzera in scienze, lettura e matematica, ma tra il duemilaquindici e il duemilaventicinque le prestazioni sono diminuite in tutti e tre gli ambiti. In matematica il Ticino ha perso quarantuno virgola quattro punti, contro ventuno virgola nove punti a livello nazionale. Nel duemilaventicinque, il ventisette virgola due per cento degli studenti ticinesi non raggiunge il livello minimo due in lettura, il ventiquattro virgola quattro per cento in matematica e il venti virgola tre per cento in scienze. Rispetto al duemilaventidue, queste quote sono aumentate rispettivamente di sette virgola otto, nove virgola quattro e cinque virgola due punti percentuali. In scienze solo il sei virgola quattro per cento raggiunge i livelli cinque e sei, contro il dieci virgola due per cento in Svizzera; in matematica gli allievi con prestazioni elevate sono scesi dal venti virgola uno per cento nel duemilaquindici al dodici virgola cinque per cento nel duemilaventicinque. I deputati chiedono quindi al Governo di valutare le cause del calo, verificare l’efficacia di riforme e programmi scolastici e rafforzare lettura, scrittura, matematica e metodo di studio. L’interrogazione pone inoltre l’attenzione sull’apprendimento digitale, dove nella risoluzione computazionale dei problemi il Ticino registra un risultato significativamente inferiore a quello svizzero, e formula complessivamente otto domande al Consiglio di Stato. Fonte: https://www4.ti.ch/ Hashtag: #ScuolaTicinese #PISA2025 #Istruzione #CompetenzeScolastiche #Ticino

  • Ticino Svizzera, Rafforzare la prevenzione e la risposta alla violenza di genere, 25 settembre 2026

    Giuseppe Sergi, con il cofirmatario Matteo Pronzini, ha presentato il 25 settembre 2026 un’interpellanza al Gran Consiglio ticinese per chiedere un rafforzamento della prevenzione e della risposta alla violenza di genere, con maggiori risorse per la Magistratura e per i servizi di protezione delle vittime. L’atto parlamentare richiama una decisione del Consiglio della Magistratura del 21 settembre 2026, che invita il Ministero pubblico a valutare nuove procedure per i casi più delicati. Tra queste figura il cosiddetto “Vier-Augen-Prinzip”, cioè l’esame preventivo delle decisioni da parte di almeno un secondo magistrato, ed eventualmente di un terzo nei casi più gravi. In vista del Preventivo 2027, Sergi chiede al Consiglio di Stato se intenda aumentare il numero dei procuratori pubblici e mettere a disposizione ulteriori risorse finanziarie e di personale. L’interpellanza propone inoltre diverse misure contro la violenza di genere: un posto di protezione ogni 10'000 abitanti, una rete più accessibile di centri antiviolenza, il collegamento del numero nazionale 142 ai servizi cantonali, sistemi di sorveglianza elettronica per gli autori di violenza, dispositivi di allarme per le vittime ad alto rischio, una sezione specializzata della Polizia cantonale, programmi obbligatori per gli autori di violenza ed educazione nelle scuole su affettività, consenso, parità e rispetto. Fonte: https://www4.ti.ch/ Hashtag: #ViolenzaDiGenere#Prevenzione#Magistratura#ProtezioneDelleVittime#Ticino

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