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- Parlamento Ticino Svizzera, Conflitto in Iran e rincari energia: il Ticino è pronto, 10 marzo 2026
L’interrogazione 29.26, presentata il 9 marzo 2026 da Matteo Quadranti con 4 cofirmatari, chiede al Consiglio di Stato se il Ticino sia preparato a fronteggiare nuovi rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni con l’Iran. Le recenti turbolenze geopolitiche stanno infatti alimentando pressioni sui prezzi di petrolio, gas ed elettricità, dopo anni in cui famiglie e imprese ticinesi hanno già subito aumenti significativi. Pur riconoscendo che molte competenze sono federali o sovranazionali, l’interrogazione chiede quali margini d’azione concreti esistano a livello cantonale. In particolare, Quadranti domanda: le valutazioni aggiornate sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi; l’esistenza di scenari specifici legati alla crisi internazionale; il grado esatto di dipendenza del Ticino dalle importazioni estere per elettricità, gas e carburanti, con dati percentuali aggiornati; eventuali misure di sostegno per cittadini e aziende in caso di nuovi rincari; e se la pianificazione energetica cantonale sia oggi adeguata a garantire stabilità e sicurezza dell’approvvigionamento nel medio-lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è ottenere una valutazione trasparente e tempestiva, per evitare che il Cantone si trovi impreparato di fronte a un possibile nuovo shock energetico. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Parlamento Ticino Parlamento Ticino Svizzera, Collocamento delle persone afferenti al settore dell’asilo nelle strutture private, 04 marzo 2026
Nel Messaggio n. 8658 del 4 marzo 2026, il Consiglio di Stato risponde alla mozione del 24 marzo 2025 sul collocamento dei richiedenti l’asilo in strutture private. Il Governo rivendica una gestione trasparente e parsimoniosa dell’URAR, spiegando che l’aumento dei costi è dovuto a fattori straordinari: guerra Russia‑Ucraina, incremento delle domande d’asilo e attivazione dell’art. 24 LAsi. Dal 2022 il Ticino ha dovuto accogliere oltre 2'500 profughi ucraini in poche settimane e più di 5'000 persone hanno poi richiesto un alloggio individuale. Gli arrivi 2024‑2025 restano circa il doppio rispetto al periodo 2017‑2021, rendendo necessario l’uso temporaneo di strutture aggiuntive. Il Governo respinge l’idea che manchino criteri: URAR e Croce Rossa applicano linee guida precise basate su disponibilità, esigenze mediche, famiglie monoparentali, bambini e tensioni tra nazionalità. Direttive rigide o concorsi pubblici renderebbero il sistema meno flessibile, compromettendo la capacità di risposta in situazioni d’emergenza. Gli strumenti attuali sono ritenuti sufficienti e trasparenti. Il Consiglio di Stato invita il Gran Consiglio a considerare evasa la mozione. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Parlamento Ticino Svizzera, Croce Rossa Svizzera sezione del Sottoceneri e SOS Ticino, 04 marzo 2026
Nel Messaggio n. 8657 del 4 marzo 2026, il Consiglio di Stato risponde alla mozione del 24 marzo 2025 sulla trasparenza dei mandati a CRSS e SOS Ticino. Il Governo ricorda che il settore dell’asilo è imprevedibile e richiede flessibilità: i posti della prima fase d’integrazione sono passati da meno di 400 nel 2022 a oltre 1'000 oggi. Un concorso pubblico sperimentato nel 2023 è stato annullato perché l’unica offerta superava il budget, confermando i limiti di questo strumento. I mandati sono già monitorati tramite rapporti periodici. I controlli nelle strutture sono affidati alla Commissione sanità e sicurezza sociale, che ha effettuato una prima visita nel settembre 2024. Per i minorenni non accompagnati – 133 nel 2023, 76 nel 2024, 52 nel 2025 – il Governo conferma l’accoglienza in strutture professionali attive 24/7, ritenendo impraticabile l’affido familiare. Nessun dato conferma comportamenti criminali diffusi tra i MNA. Trasparenza e controlli sono già garantiti: la mozione è considerata evasa. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Camion e sicurezza: a quando controlli conseguenti e una segnaletica a Pasquerio, 08 aprile 2026
L’interrogazione richiama l’attenzione sulle criticità del traffico pesante lungo l’asse del Gottardo. Nonostante il centro di controllo di Giornico sia attivo da circa quattro anni, una parte significativa dei camion continua a presentare irregolarità: circa un terzo dei mezzi controllati risulta difettoso e, nel duemilaventitré, quasi quattromilasettecento veicoli sono stati fermati perché non idonei alla circolazione. A questo si aggiunge l’elusione dei controlli: alcuni camion escono a Biasca e rientrano a Faido attraversando Pollegio, Bodio e Giornico, con impatti su rumore, emissioni e sicurezza. La velocità media dei mezzi pesanti rimane inoltre superiore al limite, attestandosi attorno ai novanta chilometri orari invece degli ottanta consentiti. Una possibile soluzione, già indicata a livello federale, sarebbe introdurre un divieto di transito per i camion alla rotonda di Pasquerio, con eccezioni per il servizio a domicilio, così da impedire l’aggiramento dei controlli e ridurre il traffico nei centri abitati. L’interrogazione chiede quindi al Consiglio di Stato chiarimenti sui controlli di velocità, sulle misure tecnologiche disponibili, sull’efficacia delle sanzioni e sui motivi per cui la segnaletica a Pasquerio non sia stata ancora implementata. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Quando ci sono vittime non si può affermare che i protocolli hanno funzionato, 08 aprile 2026
Presentata da: Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo per Più Donne. L’interpellanza nasce dall’arresto di un docente di scuola media per reati sessuali contro minori, un fatto che ha generato forte allarme tra famiglie e allievi. Le autrici contestano l’affermazione secondo cui “i protocolli hanno funzionato”, sostenendo che la presenza di vittime dimostra invece un fallimento delle procedure di prevenzione e segnalazione. Viene evidenziato che il docente avrebbe agito indisturbato per lungo tempo, segno di una scarsa capacità delle scuole di riconoscere manipolazione, grooming e comportamenti predatori. Per questo si chiede una formazione obbligatoria e strutturata per tutto il corpo docente e un percorso sistematico di prevenzione per gli allievi, basato su programmi già esistenti. L’interpellanza descrive inoltre le dinamiche dell’adescamento, spesso invisibili e difficili da riconoscere, e sottolinea che gli abusanti sono spesso persone integrate nei contesti di fiducia. Si chiede infine al Consiglio di Stato di chiarire l’effettiva informazione sul portale di segnalazione anonima, le lacune nelle direttive cantonali e il significato dell’affermazione secondo cui il protocollo avrebbe funzionato. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Dipartimento delle istituzioni, pene e misure per adulti, 15 aprile 2026
Il Messaggio presenta al Parlamento ticinese due modifiche legislative: una alla Legge sull’esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti (LEPM) e una alla Legge sull’organizzazione delle autorità penali minorili (LOAPM). L’obiettivo generale è alleggerire il carico di lavoro dei magistrati e rendere più efficiente l’attività degli uffici giudiziari, introducendo la possibilità di delegare ai segretari giudiziari (funzionari giuristi) alcune attività istruttorie, in particolare le audizioni. Per quanto riguarda la LEPM, il Consiglio di Stato propone di modificare gli articoli dieci e undici per permettere al Giudice dei provvedimenti coercitivi di delegare le audizioni nei casi previsti dalla legge, superando un’interpretazione restrittiva confermata da una sentenza della Corte dei reclami penali del duemilaventi. La delega riguarda solo le audizioni e non attribuisce alcun potere decisionale ai segretari giudiziari. Per la LOAPM, si propone di introdurre due nuovi capoversi all’articolo tre, consentendo al Magistrato dei minorenni di delegare audizioni e altri atti istruttori, sempre sotto la propria responsabilità e con la possibilità per le parti di chiedere che l’atto sia svolto personalmente dal magistrato. Il Governo chiarisce però che il servizio di picchetto non può essere delegato, poiché comporta decisioni urgenti che incidono sui diritti fondamentali del minore e richiedono la piena responsabilità del magistrato. Il Messaggio dà inoltre risposta all’iniziativa parlamentare del quindici settembre duemilaventicinque, che chiedeva l’introduzione del principio di delega nella magistratura dei minorenni. Poiché il contenuto dell’iniziativa coincide sostanzialmente con quanto già previsto dal Governo, l’Esecutivo propone di respingerla e di approvare invece il controprogetto governativo, più completo e sistematicamente coerente. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Per una gestione democratica dei collegi dei docenti, 15 aprile 2026
L’iniziativa parlamentare Sergi–Pronzini propone di modificare l’articolo 36 della Legge della scuola introducendo un Ufficio presidenziale del collegio dei docenti, composto da presidente, vicepresidente e segretario, eletto ogni anno e incaricato di convocare e dirigere le sedute, con uno sgravio orario per il presidente. Secondo il Consiglio di Stato, però, questa struttura esiste già nel Regolamento di applicazione della legge, che prevede la designazione di un presidente e la possibilità di affiancarlo con altre figure di supporto, oltre a consentire la convocazione delle sedute su richiesta del consiglio di direzione o di almeno un quinto dei docenti. La proposta non introdurrebbe quindi elementi realmente nuovi, ma trasferirebbe nella legge aspetti già disciplinati a livello regolamentare, irrigidendo procedure che devono restare flessibili per adattarsi alle diverse realtà scolastiche. Inoltre, attribuire all’Ufficio presidenziale la competenza ordinaria di convocare le riunioni modificherebbe l’equilibrio attuale tra direzione e collegio senza una necessità dimostrata, mentre la previsione di uno sgravio orario comporterebbe costi aggiuntivi non sostenibili. Poiché l’assetto vigente garantisce già un funzionamento efficace dei collegi e un adeguato coinvolgimento dei docenti nei processi decisionali, il Consiglio di Stato conclude che non vi è motivo di intervenire sulla legge e invita il Gran Consiglio a respingere l’iniziativa. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Esplosione dei premi di cassa malati: ora basta!, 15 aprile 2026
L’approvazione popolare delle iniziative IP cento cinquanta e IP cento cinquantaquattro il ventotto settembre duemilaventicinque ha espresso con forza la volontà di ridurre l’impatto dei premi di cassa malati e di sostenere il potere d’acquisto delle economie domestiche. Il Consiglio di Stato riconosce questa esigenza, ma sottolinea che l’attuazione deve avvenire in un contesto finanziario cantonale già fragile, aggravato da nuovi oneri federali, dalla riforma EFAS e dalla futura abolizione del valore locativo, che potrebbero generare disavanzi insostenibili. Per questo motivo il Governo propone un’implementazione graduale e sostenibile, articolata in due tappe, con una prima fase prevista dal duemilaventisette che comporta un costo complessivo di sessantuno milioni e quattrocentomila franchi, suddivisi tra maggiori sussidi RIPAM e minori entrate fiscali dovute all’aumento delle deduzioni per i premi di cassa malati. La quota cantonale sarà finanziata in modo equilibrato tramite risparmi e nuove entrate. La prima tappa prevede un adeguamento mirato dei parametri RIPAM, aumentando le costanti che determinano il reddito disponibile massimo per ampliare la platea dei beneficiari e avvicinarsi gradualmente al principio del dieci per cento del reddito disponibile. L’intervento genera una spesa aggiuntiva di trentotto milioni e permette a circa settemiladuecento–ottomila persone in più di accedere ai sussidi. Parallelamente, l’iniziativa fiscale aumenta i limiti di deduzione per i premi assicurativi, con un impatto stimato di ventitré milioni e quattrocentomila franchi. Il Consiglio di Stato ribadisce che ogni passo dovrà essere accompagnato da misure di contenimento della spesa sanitaria e da un coordinamento tecnico e politico che garantisca il rispetto del freno ai disavanzi. L’obiettivo è applicare integralmente le iniziative entro il duemilaventinove, assicurando al contempo la sostenibilità delle finanze pubbliche e la capacità del Cantone di mantenere servizi e fiscalità equilibrati. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Servizi di assistenza e cura a domicilio, 15 aprile 2026
Presentata da: Evaristo Roncelli Cofirmatari: Albertini – Mirante. L’interrogazione segnala la forte crescita del settore dell’assistenza e cura a domicilio, divenuto centrale anche per l’invecchiamento della popolazione. Nel duemilaventiquattro sono state erogate “venticinque virgola sei milioni di ore di cure”, con un aumento del “più dieci virgola due per cento”, trainato soprattutto dalle imprese private commerciali. I fornitori privati sono aumentati rapidamente, mentre quelli pubblici hanno perso utenti, e il Ticino è stato il primo Cantone in cui, dal duemilaventuno, le imprese commerciali hanno superato quelle pubbliche per ore erogate. Si evidenzia anche la crescita del personale non qualificato nel privato, aumentato del “più quarantasette per cento dal duemilaventi”, e l’incremento delle entrate del settore, superiori alla crescita dei costi. Questo solleva dubbi su trasparenza, uso delle risorse pubbliche, concorrenza e incentivi del sistema. L’interrogazione chiede quindi dati economico‑finanziari degli ultimi cinque anni, la possibilità di pubblicarli, e una valutazione di eventuali utili anomali. Domanda inoltre se il Governo abbia analizzato le cause di risultati economici elevati, quali differenze salariali o nella gestione delle ore. Chiede poi chiarimenti sui parametri salariali, sull’eventuale uso di valutatori esterni, sugli strumenti di auditing e sul ruolo degli assicuratori nel controllo dell’appropriatezza. Infine, richiede informazioni sui salari dei dirigenti privati, su eventuali legami familiari nella governance e sull’adeguatezza della mediana salariale come riferimento. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Quando la molestia inizia prima ancora del lavoro: annuncio shock, 13 aprile 2026
Presentata da: Fabrizio Sirica e Laura Riget. L’interrogazione prende spunto da un annuncio di lavoro pubblicato l’otto aprile duemilaventisei da una ditta di Chiasso, nel quale venivano richiesti criteri chiaramente discriminatori, come età, assenza di impegni familiari e disponibilità a “esperienze nuove fuori dalle regole comuni”. L’annuncio, ritenuto contrario alla Legge sulla parità e indicativo di un possibile contesto lavorativo discriminatorio o molesto, viene inserito dagli autori in un quadro più ampio di testimonianze e casi che mostrano derive preoccupanti nel mondo del lavoro, dove colloqui e dinamiche professionali possono sfociare in pressioni, allusioni e comportamenti inappropriati. L’interrogazione sottolinea che le molestie, soprattutto verso le donne, restano un problema diffuso e richiedono una strategia proattiva e strumenti di sostegno efficaci. Per questo vengono poste al Consiglio di Stato diverse domande: se l’annuncio giustifichi verifiche da parte degli organi competenti, se esista un monitoraggio degli annunci online, quali servizi siano disponibili per chi subisce molestie o discriminazioni, dove segnalare violazioni simili e se l’annuncio possa avere rilievo giudiziario. Infine, si chiede quale sia la valutazione del Governo sul fenomeno delle molestie e delle discriminazioni di genere e sessuali e se esista una strategia strutturata per contrastarle. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Fuga e (non) rientro dei giovani: qual è la posizione politica?, 13 aprile 2026
Presentata da: Claudio Isabella Per il Gruppo il Centro + Giovani del Centro. L’interrogazione richiama l’attenzione sul crescente fenomeno della fuga dei giovani dal Ticino e sulla difficoltà nel favorirne il rientro, tema ormai diffuso nel dibattito pubblico e oggetto di interrogazioni presentate in oltre quaranta Comuni. Gli autori ricordano che già nel marzo duemilaventitré è stata depositata un’iniziativa parlamentare per incentivare il rientro dei giovani ticinesi formati fuori Cantone, ma il Consiglio di Stato non ha ancora espresso una posizione politica né presentato un messaggio, nonostante l’aggravarsi delle tendenze demografiche: invecchiamento della popolazione, saldo negativo nella fascia venti–trentacinque anni, perdita di forza lavoro qualificata e calo delle nascite. L’interrogazione sottolinea che sempre più giovani scelgono di non rientrare, attratti da migliori condizioni salariali, maggiori opportunità professionali e una migliore conciliazione tra lavoro e vita privata altrove. Altri Paesi, come l’Italia, hanno introdotto misure mirate per favorire il rientro dei talenti, mantenute nel tempo come priorità strategica. Ignorare il fenomeno, si afferma, significherebbe accettare un progressivo indebolimento demografico ed economico del Cantone, definito da alcuni come una “glaciazione demografica”. Per questo si chiede al Consiglio di Stato di chiarire la propria posizione sull’iniziativa del duemilaventitré, di indicare eventuali alternative per contrastare la fuga dei giovani, di esprimersi sulla gravità del fenomeno e sulla sua priorità politica, e di dichiarare se intenda sostenere misure mirate e con quali risorse. Si chiedono inoltre dati sugli arrivi e sulle partenze dei giovani tra venticinque e trentacinque anni negli ultimi dieci anni, e informazioni sui loro redditi medi e mediani. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Trattanda 7, Iniziative parlamentari presentate da Matteo Pronzini e cofirmatarie, 20 aprile 2026
Ticino Svizzera, Trattanda 7, Iniziative parlamentari presentate da Matteo Pronzini e cofirmatarie, 20 aprile 2026: • Articolo costituzionale e aggiramento del salario minimo: MPS era stato facile profeta • Legge salario minimo e aggiramenti: MPS era stato facile profeta Il rapporto 8163 R del 30 marzo 2026 costituisce formalmente un controprogetto a due iniziative parlamentari del 2021, ma nella sostanza rappresenta il compromesso politico elaborato per rispondere all’iniziativa popolare “Per un salario minimo sociale”. Questa scelta procedurale permette di mantenere l’iniziativa popolare sospesa fino alla conclusione dei termini ricorsuali e referendari, evitando rischi giuridici e garantendo la stabilità dell’accordo raggiunto. Il testo ripercorre la storia del salario minimo in Ticino, introdotto dopo l’approvazione popolare del 2015 e regolato dalla Legge sul salario minimo del 2019, che ha previsto un’applicazione graduale fino all’attuale soglia di 20–20.50 franchi orari. L’iniziativa popolare ritiene però insufficiente questo livello, giudicato inadeguato a garantire un tenore di vita dignitoso, e propone di ancorare il salario minimo ai parametri delle prestazioni complementari AVS/AI, impedendo al contempo che i contratti collettivi di lavoro possano fissare salari inferiori. Il rapporto analizza quindi la giurisprudenza, richiamando in particolare la sentenza del Tribunale federale sul caso Neuchâtel, che ha confermato la competenza cantonale a introdurre salari minimi di natura sociale e il loro primato sui CCL con minimi inferiori. Vengono inoltre ricordate le decisioni relative ai ricorsi ticinesi, tutte favorevoli alla legittimità del salario minimo cantonale, e la mozione Ettlin, che a livello federale mira a rafforzare il primato dei CCL, suscitando però l’opposizione della quasi totalità dei Cantoni. Il cuore del rapporto è il controprogetto, costruito su cinque principi condivisi. Il primo prevede un aumento del salario minimo legale fino a 21.75–22.25 franchi orari, con un’applicazione graduale dal 2027 al 2029 e indicizzazione dal 2030. Il secondo stabilisce che, nei controlli, vengano considerati tutti gli elementi salariali riconosciuti dall’AVS, escludendo però indennità legate a condizioni particolari di lavoro. Il terzo sancisce il primato del salario minimo legale su qualsiasi CCL con minimi inferiori. Il quarto introduce un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2029 per i soli CCL già in vigore al 1° gennaio 2026, evitando nuovi contratti elusivi. Il quinto prevede una deroga eccezionale e temporanea al salario minimo legale, possibile solo per CCL preesistenti, in presenza di comprovate perdite di posti di lavoro e con l’approvazione qualificata della commissione tripartita. Il rapporto illustra poi le modifiche legislative necessarie per attuare il controprogetto e presenta dati sull’impatto del salario minimo, evidenziando che circa 23'000 lavoratori sarebbero interessati dall’aumento, in prevalenza frontalieri. Viene inoltre sottolineata la necessità di una strategia per rafforzare l’occupazione dei residenti, soprattutto nei settori dove la presenza di frontalieri è dominante. In conclusione, la Commissione invita il Gran Consiglio ad approvare il controprogetto, mentre gli iniziativisti si impegnano a ritirare l’iniziativa popolare una volta consolidato l’esito parlamentare. Le conclusioni del rapporto commissionale sono state approvate con 77 favoreli, 2 contrari, 3 astenuti, 2 non votanti. Sono stati votati diversi emendamenti, per maggiori informazioni consultare il sito. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/











