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Tra scienza e politica: segnali di un futuro senza vivisezione

  • 24 mar
  • Tempo di lettura: 2 min


Rivista Atra – orrizzonti, associazione svizzera per l'abolizione della vivisezione, marzo 2026.

 

 A) Paesi Bassi.

I Paesi Bassi hanno avviato una svolta strutturale investendo 124,5 milioni di euro in un centro nazionale dedicato alla ricerca biomedica senza animali, il Centre for Animal-Free Biomedical Translation. L’obiettivo è accelerare l’adozione di metodi human‑based più predittivi e moderni, riconoscendo che “i risultati ottenuti dagli esperimenti sugli animali sono limitati e inefficaci”. Il governo olandese punta così a sviluppare trattamenti più sicuri ed efficaci, sostenendo che solo gli studi basati su materiale umano possono realmente prevedere gli effetti sull’uomo.

B) Stati Uniti.

Gli Stati Uniti hanno lanciato una strategia coordinata tra FDA, EPA e NIH per ridurre e sostituire la sperimentazione animale, spinti dal dato che “oltre il 90% dei farmaci che hanno successo nei test sugli animali alla fine falliscono nella sperimentazione umana”. Il piano include organoidi, organ‑on‑chip, modelli computazionali, IA e simulazioni PBPK, con l’obiettivo di rendere gli studi sugli animali l’eccezione entro pochi anni. È definito nel testo come un progetto senza precedenti: “mai una nazione aveva sviluppato un progetto così ambizioso”.

C) Europa.

L’Unione Europea, un tempo leader mondiale grazie al divieto dei test cosmetici sugli animali, oggi appare in ritardo rispetto a Stati Uniti e Regno Unito. I suoi programmi sono descritti come vaghi e privi di scadenze concrete, mentre il mondo entra in una nuova fase della ricerca biomedica. Il documento avverte che senza un cambio di passo l’Europa “rimarrà indietro da un punto di vista scientifico”, con conseguenze economiche e sociali.

 D) Regno Unito.

Il Regno Unito ha adottato una strategia dettagliata e con scadenze precise per eliminare gradualmente la sperimentazione animale, sostenuta da governance, investimenti e un sistema nazionale di convalida. Entro il 2026–2030 verranno sostituiti test come irritazione cutanea/oculare, potenza del Botox, tossicità sui pesci e parte degli studi farmacocinetici su cani e primati. Con 75 milioni di sterline destinati a dati, IA e modelli organ‑on‑chip, il piano mira a “accelerare la transizione dalla sperimentazione animale” e posizionare il Paese come leader globale.

E) Brasile.

Il Brasile ha approvato nel 2025 una legge che vieta i test cosmetici sugli animali e la vendita di prodotti testati, dopo oltre dieci anni di pressioni e una raccolta firme di 1,6 milioni di cittadini. Pur non riguardando l’intera ricerca biomedica, il provvedimento rappresenta “un importantissimo precedente” e un segnale della direzione intrapresa a livello internazionale.

 

F) Svizzera.

La Svizzera viene descritta come ferma su posizioni arretrate, ancora legata alla narrativa del “male necessario” e impegnata a sostenere la sperimentazione animale invece di superarla. Il rapporto STAAR 2024 promuove trasparenza nell’uso degli animali, ma non una riduzione, e il testo critica il fatto che “si firmano ancora accordi per promuovere e sostenere questi arcaici metodi di ricerca”. Il Paese appare quindi in controtendenza rispetto alle innovazioni globali.

 

FONTI:

 


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