Tra scienza e politica: segnali di un futuro senza vivisezione, marzo 2026
- 22 mar
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Aggiornamento: 24 mar
Sito: www.rimaniaggiornato.com
Introduzione.
Il dossier presenta le iniziative internazionali che stanno sostituendo la sperimentazione animale con metodi scientificamente più avanzati. Paesi Bassi, Stati Uniti, Regno Unito e Brasile stanno cambiando direzione, mentre l’Europa è ferma e la Svizzera rimane indietro.
Paesi Bassi.
Nel 2024 i Paesi Bassi hanno investito 124,5 milioni di euro nel Centre for Animal-Free Biomedical Translation, con l’obiettivo di accelerare la ricerca biomedica basata su metodi human-based. Il Paese riconosce che i test sugli animali sono poco predittivi e che i modelli umani sono più efficaci e moderni.
Stati Uniti.
Gli USA hanno avviato la più ampia riforma del settore: la FDA ha riconosciuto i limiti dei modelli animali, l’EPA eliminerà i test entro il 2035 e il NIH sta sviluppando metodi alternativi. Il Paese punta su organoidi, sistemi microfisiologici e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere i test animali un’eccezione.
Europa.
L’Unione Europea, un tempo leader nel divieto dei test cosmetici, oggi è in ritardo. I progetti sono vaghi e privi di scadenze chiare, rischiando di far perdere all’Europa competitività scientifica ed economica rispetto ai Paesi più avanzati.
Regno Unito.
Il Regno Unito ha adottato una strategia concreta con scadenze precise: stop ai test per irritazione cutanea e oculare entro il 2026, fine dei test del Botox entro il 2027 e riduzione degli studi su cani e primati entro il 2030. Il governo investe in tecnologie non animali e punta a diventare leader nei metodi avanzati.
Brasile.
Nel 2025 il Brasile ha vietato i test cosmetici sugli animali e la vendita di prodotti testati su animali. È un risultato ottenuto dopo anni di campagne e una raccolta firme di 1,6 milioni di cittadini, un segnale importante della direzione intrapresa dal Paese.
Svizzera.
La Svizzera rimane indietro: mentre altri Paesi superano la sperimentazione animale, le istituzioni svizzere continuano a sostenerla come “male necessario”. Il Rapporto STAAR promuove la trasparenza, ma non un reale cambiamento. Il dossier si chiude chiedendo quando la Svizzera investirà finalmente in metodi moderni e human-based.
Fonte: www.atra.info
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