Parlamento europeo, Violazioni dei diritti umani in Iran, Turchia e Uganda, 12 febbraio 2026
- 10 mar
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Iran – Repressione e crimini contro l’umanità
Il Parlamento europeo denuncia una repressione sistematica da parte del regime iraniano contro manifestanti, attivisti, donne e minoranze. Le stime sulle vittime delle proteste (fino a 35.000) indicano una violenza di tale portata da configurare possibili crimini contro l’umanità. Gli eurodeputati chiedono la fine immediata di arresti arbitrari, torture, sparizioni forzate e persecuzioni contro medici che curano i feriti. Sollecitano inoltre il rilascio delle detenute politiche, tra cui la Nobel Narges Mohammadi, l’ampliamento delle sanzioni UE e una strategia per contrastare la “diplomazia degli ostaggi”. Viene ribadito il ruolo centrale delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) nella repressione.
Turchia – Espulsioni arbitrarie e libertà di stampa compromessa
Il Parlamento condanna le espulsioni di giornalisti e cristiani stranieri dalla Turchia, motivate da presunti rischi per la sicurezza nazionale e attuate senza garanzie procedurali. Chiede la fine delle molestie giudiziarie e amministrative, la sospensione delle deportazioni e il ritorno di persone colpite da provvedimenti arbitrari, come Kaveh Taheri e Joakim Medin. Critica l’uso dei codici di sicurezza N‑82 e G‑87, che classificano centinaia di cristiani stranieri come minacce. Richiamando il Rapporto Turchia 2025, il Parlamento sottolinea il grave deterioramento della libertà dei media e chiede che la questione sia affrontata sistematicamente nel dialogo politico con Ankara.
Uganda – Elezioni irregolari e repressione dell’opposizione
Il Parlamento europeo condanna le elezioni del 15 gennaio 2026 in Uganda, segnate da frodi, violenze, intimidazioni, blackout di Internet e sospensione delle ONG. Denuncia minacce e persecuzioni contro l’opposizione, tra cui Bobi Wine e Kizza Besigye, l’uccisione del sostenitore NUP Mesach Okello, l’uso di tribunali militari contro civili e casi di sparizioni forzate. Gli eurodeputati chiedono il rilascio dei detenuti politici, riforme istituzionali, la fine delle restrizioni online e una revisione della cooperazione UE‑Uganda. Sollecitano inoltre indagini indipendenti sui crimini contro l’umanità attribuiti a leader politici e militari.
Grazie della vostra attenzione e a risentirci alla prossima notizia. Ciao.
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