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UE, Il Parlamento chiede sanzioni più efficaci contro il cyberbullismo nell’UE, 30 aprile 2026

  • 1 mag
  • Tempo di lettura: 1 min


Il Parlamento europeo evidenzia l’aumento del cyberbullismo, che colpisce un adolescente su sei e vede uno su otto come autore, e ritiene insufficienti le misure attualmente in vigore a livello nazionale ed europeo. Nella risoluzione approvata, i deputati chiedono sanzioni più efficaci, una definizione comune di cyberbullismo e la possibilità di riconoscerlo come reato transfrontaliero, anche valutando l’inclusione dei reati d’odio tra i reati dell’UE. Il Parlamento segnala inoltre l’assenza di un quadro giuridico per individuare online materiale di abuso sessuale su minori e sollecita la Commissione ad agire affinché le piattaforme adottino meccanismi di segnalazione e garantiscano un ambiente digitale sicuro. Viene richiamata la responsabilità delle piattaforme nel contrasto ai contenuti d’odio, criticando modelli di business e sistemi di raccomandazione che amplificano la polarizzazione, e si chiede una rigorosa applicazione del Digital Services Act, in particolare delle norme sulla protezione dei minori. Preoccupazioni emergono anche per l’uso abusivo dell’intelligenza artificiale, come deepfake e contenuti intimi non consensuali, e si ribadisce la necessità di vietare le “nudifier apps”. Il Parlamento sottolinea infine l’importanza di rafforzare il sostegno alle vittime, aumentare i finanziamenti alle organizzazioni competenti e integrare il fenomeno nelle strategie nazionali di salute mentale, ricordando che la frammentazione normativa tra gli Stati membri rende urgente un’azione coordinata a livello europeo.

 


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