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636 risultati trovati con una ricerca vuota

  • Parlamento Ticino Parlamento Ticino Svizzera, Collocamento delle persone afferenti al settore dell’asilo nelle strutture private, 04 marzo 2026

    Nel Messaggio n. 8658  del 4 marzo 2026 , il Consiglio di Stato risponde alla mozione del 24 marzo 2025  sul collocamento dei richiedenti l’asilo in strutture private. Il Governo rivendica una gestione trasparente e parsimoniosa dell’URAR, spiegando che l’aumento dei costi è dovuto a fattori straordinari: guerra Russia‑Ucraina, incremento delle domande d’asilo e attivazione dell’art. 24 LAsi . Dal 2022 il Ticino ha dovuto accogliere oltre 2'500 profughi ucraini  in poche settimane e più di 5'000 persone  hanno poi richiesto un alloggio individuale. Gli arrivi 2024‑2025 restano circa il doppio  rispetto al periodo 2017‑2021, rendendo necessario l’uso temporaneo di strutture aggiuntive. Il Governo respinge l’idea che manchino criteri: URAR e Croce Rossa applicano linee guida precise basate su disponibilità, esigenze mediche, famiglie monoparentali, bambini e tensioni tra nazionalità. Direttive rigide o concorsi pubblici renderebbero il sistema meno flessibile, compromettendo la capacità di risposta in situazioni d’emergenza. Gli strumenti attuali sono ritenuti sufficienti e trasparenti. Il Consiglio di Stato invita il Gran Consiglio a considerare evasa la mozione.   Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, Conflitto in Iran e rincari energia: il Ticino è pronto, 10 marzo 2026

    L’interrogazione 29.26 , presentata il 9 marzo 2026 da Matteo Quadranti con 4 cofirmatari , chiede al Consiglio di Stato se il Ticino sia preparato a fronteggiare nuovi rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni con l’Iran. Le recenti turbolenze geopolitiche stanno infatti alimentando pressioni sui prezzi di petrolio, gas ed elettricità, dopo anni in cui famiglie e imprese ticinesi hanno già subito aumenti significativi. Pur riconoscendo che molte competenze sono federali o sovranazionali, l’interrogazione chiede quali margini d’azione concreti esistano a livello cantonale. In particolare, Quadranti domanda: le valutazioni aggiornate sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi; l’esistenza di scenari specifici legati alla crisi internazionale; il grado esatto di dipendenza del Ticino dalle importazioni estere per elettricità, gas e carburanti, con dati percentuali aggiornati; eventuali misure di sostegno per cittadini e aziende in caso di nuovi rincari; e se la pianificazione energetica cantonale sia oggi adeguata a garantire stabilità e sicurezza dell’approvvigionamento nel medio-lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è ottenere una valutazione trasparente e tempestiva, per evitare che il Cantone si trovi impreparato di fronte a un possibile nuovo shock energetico.     Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, revoca dell’immunità parlamentare dei deputati Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi, 10 marzo 2026

    L’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio ha pubblicato il 9 marzo 2026  il rapporto sulla richiesta del Ministero pubblico di revocare l’immunità ai deputati Matteo Pronzini  e Giuseppe Sergi , querelati per calunnia e diffamazione da Swiss Anesthesia Solutions SA , Cristina Maderni, Claudio Camponovo e Sabrina Aldi. Le accuse riguardano l’interrogazione 115.25  del 17 giugno 2025  e dichiarazioni rese in conferenza stampa. Il Procuratore pubblico Andrea Gianini aveva chiesto il 25 settembre 2025  se il Parlamento intendesse togliere l’immunità. Dopo scambi formali tra ottobre e dicembre 2025, l’Ufficio presidenziale ha qualificato la richiesta come formale ai sensi dell’art. 51 LGC  e avviato la procedura. Sentiti i deputati il 26 gennaio 2026 , entrambi hanno ribadito che l’atto rientra nelle prerogative parlamentari e hanno rifiutato di rinunciare all’immunità. Il rapporto ricorda che l’immunità parlamentare – riformata nel 2010  e confermata nel 2015  e 2018  – copre solo espressioni “presumibilmente diffamatorie” negli atti parlamentari, non calunnia o ingiuria, e che la revoca richiede la maggioranza assoluta del Gran Consiglio. Poiché il Ministero pubblico non ha potuto trasmettere le querele per segreto istruttorio, l’Ufficio ha valutato solo gli elementi disponibili. Conclusione: non vi sono indizi di “abuso manifesto” dello strumento parlamentare. L’interrogazione 115.25  è considerata un atto istituzionale legittimo e una revoca creerebbe un precedente pericoloso. Preavviso:  il Gran Consiglio è invitato a non revocare l’immunità  ai deputati Pronzini e Sergi.   Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, Conflitto in Iran e rincari energia: il Ticino è pronto, 10 marzo 2026

    L’interrogazione 29.26 , presentata il 9 marzo 2026 da Matteo Quadranti con 4 cofirmatari , chiede al Consiglio di Stato se il Ticino sia preparato a fronteggiare nuovi rincari energetici legati al conflitto in Medio Oriente e alle tensioni con l’Iran. Le recenti turbolenze geopolitiche stanno infatti alimentando pressioni sui prezzi di petrolio, gas ed elettricità, dopo anni in cui famiglie e imprese ticinesi hanno già subito aumenti significativi. Pur riconoscendo che molte competenze sono federali o sovranazionali, l’interrogazione chiede quali margini d’azione concreti esistano a livello cantonale. In particolare, Quadranti domanda: le valutazioni aggiornate sull’evoluzione dei prezzi nei prossimi mesi; l’esistenza di scenari specifici legati alla crisi internazionale; il grado esatto di dipendenza del Ticino dalle importazioni estere per elettricità, gas e carburanti, con dati percentuali aggiornati; eventuali misure di sostegno per cittadini e aziende in caso di nuovi rincari; e se la pianificazione energetica cantonale sia oggi adeguata a garantire stabilità e sicurezza dell’approvvigionamento nel medio-lungo periodo. L’obiettivo dichiarato è ottenere una valutazione trasparente e tempestiva, per evitare che il Cantone si trovi impreparato di fronte a un possibile nuovo shock energetico.     Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, Episodi violenti nelle stazioni e sui treni, 10 marzo 2026

    L’interrogazione 30.26 , presentata il 10 marzo 2026  da Andrea Rigamonti con 6 cofirmatari , denuncia il forte aumento di episodi violenti nelle stazioni ferroviarie e sui treni, in particolare nel Mendrisiotto e nel Luganese. Aggressioni, furti e atti criminali stanno creando crescente insicurezza tra i viaggiatori e costringono polizia cantonale e comunali a concentrare risorse nelle aree ferroviarie, sottraendole ad altri compiti. La situazione è aggravata dal costante aumento dell’utenza TiLo, che rende le stazioni nodi sempre più frequentati. Gli interroganti chiedono un rafforzamento del coordinamento tra Polizia cantonale, polizie comunali e Polizia dei trasporti FFS , per evitare che i fenomeni si spostino semplicemente da un Comune all’altro. La Polizia dei trasporti ha un ruolo specifico nella sicurezza ferroviaria, ma secondo i firmatari servono più presenza, più pattugliamenti e una collaborazione strutturata. L’interrogazione chiede al Governo chiarimenti su: evoluzione dei reati nelle stazioni, forme di collaborazione attuali, eventuale aumento degli effettivi FFS in Ticino, livello di attività della Polizia dei trasporti, richieste cantonali di rafforzamento, programmi congiunti di prevenzione, misure infrastrutturali (illuminazione, videosorveglianza, personale FFS) e coordinamento informativo con i centri federali per richiedenti l’asilo.     Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, La sicurezza del personale socioeducativo nei CEM è garantita, 10 marzo 2026

    L’interrogazione 31.26 , presentata il 10 marzo 2026  da Giulia Petralli, torna sul tema della sicurezza nei Centri educativi per minorenni (CEM) dopo la risposta governativa all’interrogazione 106.25 del 5 giugno 2025 . Il Consiglio di Stato aveva riconosciuto che gli episodi di violenza contro il personale socioeducativo sono probabilmente sottostimati, soprattutto nei servizi che lavorano quotidianamente con un’utenza fragile e con un aumento di casi psichiatrici. Secondo diversi operatori, però, alcune misure indicate dal Governo risultano solo parzialmente applicabili ai CEM, dove la gestione di situazioni ad alta complessità educativa, relazionale e psichiatrica è quotidiana. L’interrogazione chiede quindi chiarimenti su protocolli specifici per prevenire e gestire aggressioni, modalità di segnalazione degli episodi, eventuali filtraggi a livello di direzione, tutela giuridica del personale e continuità del lavoro educativo dopo episodi violenti. Petralli solleva inoltre questioni strutturali: l’adeguatezza dell’attuale modello dei CEM, che accoglie insieme minorenni in protezione e giovani con disturbi psichiatrici o comportamenti violenti; i criteri per autorizzare interventi educativi rafforzati (come il 1:1 ); la sufficienza dei rafforzamenti temporanei di personale; l’efficacia di strumenti come Face-à-Face ; e la necessità di sviluppare strutture più specializzate, anche in collaborazione intercantonale o transfrontaliera. Infine, l’interrogazione chiede se il Governo intenda potenziare supervisioni e supporto psicologico per prevenire burnout e turnover nelle équipe educative.   Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, lupo nei centri abitati, tra informazione e responsabilità, 11 marzo 2026

    L’interrogazione 48.26 , presentata l’ 11 marzo 2026 da Alessio Ghisla e da 11 cofirmatari , chiede al Consiglio di Stato di rafforzare la gestione della presenza del lupo nei centri abitati, alla luce dell’aumento degli avvistamenti vicino a case e infrastrutture. La presenza del predatore è ormai stabile in Ticino, con branchi riproduttivi e una diffusione capillare sul territorio. Sul fronte agricolo, però, i risultati sono giudicati «insoddisfacenti»: nonostante misure di protezione e investimenti cantonali, la pressione sugli allevatori resta elevata. Lo testimonia anche la petizione del settore agricolo firmata da quasi 12'000 persone . Il Piano d’azione cantonale PAC 2025  disciplina la convivenza con il lupo negli alpeggi, ma secondo gli interroganti non offre strumenti altrettanto chiari per i nuclei abitati, dove non è possibile installare recinzioni o utilizzare cani da protezione. Gli avvistamenti vicino alle abitazioni, pur spesso classificati come “normali” secondo i criteri federali, aumentano la percezione di insicurezza, soprattutto nelle zone periferiche. Gli autori sottolineano che, sebbene il rischio statistico di aggressioni resti basso, l’impatto di un singolo evento grave in un centro abitato sarebbe «altissimo» sul piano umano e istituzionale. Per questo chiedono al Governo criteri chiari su definizioni operative, soglie di intervento, tempi decisionali, comunicazione alla popolazione e responsabilità in caso di danni a persone. Domandano inoltre se il PAC verrà integrato con un protocollo specifico per i centri abitati e quale sarebbe il quadro giuridico in caso di lesioni a cittadini. L’obiettivo dichiarato è prevenire qualsiasi evento grave: «prevenire non è allarmismo, è responsabilità istituzionale».   Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, attivazione del numero 142. Parecchie le questioni ancora aperte, 11 marzo 2026

    L’interrogazione 49.26 , presentata l’ 11 marzo 2026 da Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, solleva dubbi sull’attivazione del nuovo numero federale 142 , dedicato alle emergenze legate alla violenza sulle donne. Pur riconoscendo l’utilità dello strumento, i deputati criticano la scelta organizzativa del Cantone: la gestione è affidata al Servizio LAV nelle ore diurne e alla Federazione Cantonale Ticinese Servizi Autoambulanze nelle ore serali, notturne e nei fine settimana. Secondo gli autori, questa soluzione rischia di compromettere la continuità del servizio e la qualità dell’ascolto, poiché gli operatori delle ambulanze già gestiscono altre urgenze (tra cui 144 , guardia medica e telesoccorso). Preoccupa inoltre l’ipotesi che, fuori dagli orari d’ufficio, le vittime possano essere invitate a “richiamare” o lasciare un recapito, contraddicendo la necessità di una risposta immediata e competente 24 ore su 24 . L’introduzione di un nuovo attore nella rete cantonale contro la violenza – già complessa e frammentata – rischia di aumentare la confusione per le donne che cercano aiuto. Gli interroganti chiedono chiarimenti su: compiti attuali della Federazione delle ambulanze, distinzione tra le diverse linee di emergenza, eventuali aumenti di organico, formazione specifica e continua per il personale, coinvolgimento degli operatori nella definizione del servizio, valutazioni preventive dei rischi organizzativi e possibili alternative valutate prima della decisione.   Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, Per un territorio che non viva di ricorsi continui, 11 marzo 2026

    Il Consiglio di Stato ha pubblicato il rapporto sulla mozione del 25 agosto 2025  presentata da Alessandro Speziali, che chiedeva di limitare il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste contro progetti edilizi di piccola entità. Il Governo ricorda che, secondo l’articolo 105 LGC , la mozione non è lo strumento appropriato per chiedere modifiche legislative, anche se in passato vi sono state eccezioni. Il rapporto elenca le basi legali cantonali che attribuiscono alle organizzazioni un diritto di opposizione e ricorso: la legge edilizia del 1991  (art. 8 cpv. 1), la legge sulle acque del 2025 (art. 89 cpv. 1), la legge sulle strade del 1985  (art. 20), la legge sui sentieri del 1994  (art. 5 cpv. 4), la legge sulla protezione della natura del 2001  (art. 46 cpv. 4) e la legge sugli animali del 1987 (art. 9 cpv. 2). Dal 2020  a oggi sono stati presentati 10 ricorsi contenenti almeno un’organizzazione legittimata, pari a una media di 2 ricorsi l’anno . Di questi, 4  sono stati accolti totalmente o parzialmente dal Consiglio di Stato o dal Tribunale cantonale amministrativo. I dati mostrano quindi un uso «moderato» del diritto di ricorso, smentendo la percezione di un abuso sistematico. L’esposizione mediatica di alcuni casi particolarmente rilevanti avrebbe contribuito a creare un’impressione distorta. Il Governo riconosce che alcune norme possono rallentare le procedure, ma sottolinea che esse servono a bilanciare gli interessi dei promotori con la tutela dei beni protetti. Conclude che non vi è alcuna necessità di modificare la legislazione vigente , poiché il numero ridotto di ricorsi e il loro tasso di accoglimento non giustificano restrizioni. Il Consiglio di Stato invita quindi il Gran Consiglio a respingere la mozione del 25 agosto 2025 .     Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, Per un territorio che non viva di ricorsi continui, 11 marzo 2026

    Il Consiglio di Stato ha pubblicato il rapporto sulla mozione del 25 agosto 2025  presentata da Alessandro Speziali, che chiedeva di limitare il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste contro progetti edilizi di piccola entità. Il Governo ricorda che, secondo l’articolo 105 LGC , la mozione non è lo strumento appropriato per chiedere modifiche legislative, anche se in passato vi sono state eccezioni. Il rapporto elenca le basi legali cantonali che attribuiscono alle organizzazioni un diritto di opposizione e ricorso: la legge edilizia del 1991  (art. 8 cpv. 1), la legge sulle acque del 2025 (art. 89 cpv. 1), la legge sulle strade del 1985  (art. 20), la legge sui sentieri del 1994  (art. 5 cpv. 4), la legge sulla protezione della natura del 2001  (art. 46 cpv. 4) e la legge sugli animali del 1987 (art. 9 cpv. 2). Dal 2020  a oggi sono stati presentati 10 ricorsi contenenti almeno un’organizzazione legittimata, pari a una media di 2 ricorsi l’anno . Di questi, 4  sono stati accolti totalmente o parzialmente dal Consiglio di Stato o dal Tribunale cantonale amministrativo. I dati mostrano quindi un uso «moderato» del diritto di ricorso, smentendo la percezione di un abuso sistematico. L’esposizione mediatica di alcuni casi particolarmente rilevanti avrebbe contribuito a creare un’impressione distorta. Il Governo riconosce che alcune norme possono rallentare le procedure, ma sottolinea che esse servono a bilanciare gli interessi dei promotori con la tutela dei beni protetti. Conclude che non vi è alcuna necessità di modificare la legislazione vigente , poiché il numero ridotto di ricorsi e il loro tasso di accoglimento non giustificano restrizioni. Il Consiglio di Stato invita quindi il Gran Consiglio a respingere la mozione del 25 agosto 2025 .     Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, Diritto all’integrità digitale, 11 marzo 2026

    Il Consiglio di Stato ha pubblicato il Messaggio n. 8660 dell’ 11 marzo 2026 , dedicato all’iniziativa parlamentare IE739 , presentata il 21 giugno 2023  dal deputato Matteo Quadranti (PLR), che propone di introdurre nella Costituzione ticinese un nuovo articolo 8a sul diritto all’integrità digitale . L’iniziativa definisce l’integrità digitale come insieme di diritti quali protezione dei dati, sicurezza nello spazio digitale, diritto alla vita off‑line e diritto all’oblio, oltre a limiti al trattamento dei dati all’estero e alla promozione dell’inclusione digitale. Il messaggio analizza la situazione in Svizzera: a livello federale, un’iniziativa simile (n. 22.479 ) è stata respinta dal Consiglio nazionale, che ha giudicato superfluo un nuovo diritto fondamentale. Diversi Cantoni hanno affrontato il tema: Ginevra  ha introdotto l’articolo 21A  nel 2023; Neuchâtel  ha approvato l’articolo 10a con il 91,5%  dei voti nel 2024; il Vallese  ha respinto la revisione costituzionale nel marzo 2024; Zurigo  ha bocciato sia l’iniziativa sia il controprogetto il 30 novembre 2025  (rispettivamente 74,6% NO  e 55,6% NO ). Zugo  ha archiviato la proposta nel 2024, mentre Basilea Città , Giura  e Lucerna  stanno ancora discutendo testi alternativi o mozioni. La dottrina risulta divisa: gli studi citati mostrano un equilibrio tra posizioni favorevoli e contrarie all’introduzione di un nuovo diritto fondamentale, con opinioni divergenti sulla natura stessa del cyberspazio e sulla necessità di norme specifiche. Il Consiglio di Stato ticinese, alla luce del quadro federale e cantonale, esprime riserve sull’opportunità di inserire un nuovo diritto costituzionale, ritenendo più efficace intervenire tramite legislazione ordinaria e politiche pubbliche mirate. Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

  • Parlamento Ticino Svizzera, L’iniziativa non è passata, ma il dumping è restato, 17 marzo 2026

    Due casi di dumping salariale  emersi su Indeed riaccendono il dibattito in Ticino. Il primo riguarda la società Stars Be Original  di Chiasso, che cerca una marketing assistant  all’ 80–100% con una retribuzione “fino a 20’000 franchi l’anno ”, pari a 1’666.66 franchi lordi al mese  e 9.15 franchi l’ora , ben sotto i 20–20.50 franchi  previsti dal salario minimo o dai Contratti normali di lavoro del settore. Il secondo annuncio è della Mercury Training Group SA di Mendrisio, che offre un posto al 100%  come marketing automation specialist  con esperienza, inglese B2 e disponibilità al trasferimento nei comuni di frontiera. Salario: 30’000 franchi l’anno , cioè 2’500 franchi al mese  e 13.73 franchi l’ora , anche qui sotto la soglia legale. Oltre a distorcere il mercato del lavoro, il dumping crea problemi ai disoccupati , che temono penalità se rifiutano impieghi con salari molto inferiori a quelli precedenti. Il tema esplode a poche settimane dalla votazione dell’ 8 marzo , in cui l’iniziativa contro il dumping salariale è stata respinta, ma ha raccolto il 43.83%  dei consensi. La pubblicazione di annunci con salari così bassi rafforza la percezione di un fenomeno diffuso e poco controllato, nonostante il Cantone rivendichi di essere “quello con più controlli”. L’interrogazione chiede al Consiglio di Stato se intenda avviare verifiche, monitorare gli annunci online, chiarire l’esistenza di un Contratto normale per il settore marketing, valutare misure per la trasparenza salariale e definire la strategia di controllo del mercato del lavoro per i prossimi anni. Viene inoltre chiesto se il Governo riconosca la forte preoccupazione espressa dalla popolazione. Il deputato annuncia che, in assenza di risposta entro i 60 giorni  previsti, procederà a una sollecitazione formale.   Grazie della vostra attenzione. Fonte: https://www4.ti.ch/

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