Search Results
Search this site
696 risultati trovati con una ricerca vuota
- Ticino Svizzera, Trattanda 9, Revisione totale della legge sulla polizia, 20 aprile 2026
Il documento presenta una revisione totale della Legge sulla Polizia del Canton Ticino, un intervento molto ampio resosi necessario perché la normativa attuale, entrata in vigore molti anni fa, non rispecchia più la realtà operativa, tecnologica e sociale odierna. Nel corso del tempo il contesto della sicurezza è cambiato profondamente: sono aumentate le minacce transfrontaliere, la criminalità informatica, i fenomeni organizzati, la complessità della gestione dell’ordine pubblico e la necessità di collaborazione tra diversi corpi di polizia. Per questo motivo il Consiglio di Stato propone una nuova base legale moderna, più chiara e più coerente. Uno degli obiettivi principali della riforma è quello di definire in modo preciso compiti, competenze e responsabilità della Polizia cantonale e delle polizie comunali. Il sistema attuale viene mantenuto nella sua struttura generale, con una distinzione tra livello cantonale e livello locale, ma con norme più dettagliate per evitare sovrapposizioni e incertezze. La Polizia cantonale continuerà a occuparsi delle funzioni strategiche, investigative, giudiziarie e di coordinamento generale, mentre ai corpi comunali resteranno i compiti di prossimità, presenza sul territorio e sicurezza locale secondo i limiti stabiliti dalla legge. Il messaggio affronta anche il dibattito politico sulla possibile creazione di una polizia unica cantonale, tema discusso più volte negli anni. Tuttavia, la proposta attuale non introduce questo cambiamento radicale e preferisce consolidare il modello esistente, migliorandolo attraverso una migliore cooperazione tra i vari enti e una ripartizione più razionale delle competenze. L’idea di una struttura unica non viene esclusa per il futuro, ma non è oggetto della presente revisione. Ampio spazio è dedicato alla modernizzazione degli strumenti operativi. La nuova legge aggiorna le basi giuridiche per l’utilizzo di mezzi tecnici oggi essenziali, come registrazioni audio e video, raccolta di dati, sistemi informatici, videosorveglianza e altri strumenti investigativi compatibili con i diritti fondamentali. Si vuole così garantire che la polizia possa lavorare in modo efficace contro nuove forme di criminalità, senza lasciare zone grigie legislative. Un altro capitolo importante riguarda la protezione dei dati personali e il trattamento delle informazioni sensibili. Poiché l’attività di polizia implica la gestione di dati delicati, la revisione chiarisce quando tali dati possono essere raccolti, conservati, trasmessi o cancellati. Sono previste garanzie, controlli e limiti per assicurare equilibrio tra esigenze investigative e tutela della sfera privata dei cittadini. La proposta interviene anche sulla struttura interna della Polizia cantonale. Vengono ridefiniti ruoli di comando, organizzazione gerarchica e funzioni dirigenziali, con l’obiettivo di rendere il corpo più flessibile ed efficiente. Si riconosce inoltre il ruolo crescente del personale civile specializzato, necessario per compiti amministrativi, tecnici, scientifici e logistici che non richiedono necessariamente agenti formati sul piano operativo. Tra le novità figura anche la valorizzazione degli assistenti di polizia, figure di supporto non armate o con competenze limitate, destinate a svolgere attività complementari come controlli semplici, sorveglianza di base, gestione del traffico o supporto amministrativo. Questo permette di liberare agenti qualificati per missioni più complesse e urgenti. Il documento tratta inoltre i temi della formazione professionale e dell’aggiornamento continuo. La sicurezza moderna richiede competenze sempre nuove: cybercrime, gestione delle crisi, mediazione, diritto procedurale, tecnologie digitali e cooperazione internazionale. Per questo la formazione viene considerata un pilastro strategico dell’intero sistema. Viene rafforzata anche la cooperazione con altri Cantoni, con la Confederazione e con autorità estere, elemento particolarmente importante per il Ticino vista la posizione geografica di confine. Fenomeni come traffici illeciti, migrazione irregolare, reati economici e criminalità mobile richiedono risposte coordinate che superano i confini comunali e cantonali. Il messaggio affronta poi aspetti procedurali come sequestri, ricorsi, interventi urgenti, uso della coercizione e responsabilità degli agenti. L’obiettivo è fornire basi legali solide e trasparenti per tutte le situazioni in cui la polizia interviene limitando diritti individuali, garantendo sempre proporzionalità e possibilità di controllo giuridico. Nel complesso, il testo rappresenta una riforma strutturale di grande portata che mira ad adattare la polizia ticinese alle sfide del presente e del futuro. Non si tratta soltanto di aggiornare articoli tecnici, ma di ridefinire il modello di sicurezza cantonale, rendendolo più moderno, coordinato, efficiente e conforme agli standard contemporanei dello Stato di diritto. Le conclusioni del rapporto commissionale sono stati approvate con 73 favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti e 1 non votante. Sono state presentate diversi emendamenti, per maggiori informazioni consultare la fonte. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Trattanda 10, Attuazione cantonale della revisione della disciplina della prescrizione, 20 aprile 2026
Il PDF contiene il rapporto della Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio del Canton Ticino sulla revisione totale della Legge sulla Polizia, una riforma destinata a sostituire la normativa del millenovecentoottantanove, ritenuta ormai superata e non più adatta alle esigenze moderne della sicurezza pubblica. Il documento analizza il messaggio del Consiglio di Stato e propone una nuova base legale più chiara, moderna ed efficace. Secondo il rapporto, la legge attuale era stata modificata molte volte nel corso degli anni, diventando frammentata e complessa da applicare. Per questo si è scelto di riscriverla completamente, con l’obiettivo di rendere il sistema di sicurezza cantonale più efficiente e meglio organizzato. La riforma nasce anche dal cambiamento delle minacce odierne. Oggi la polizia deve confrontarsi con criminalità organizzata, cybercrime, traffici internazionali, violenza domestica e problematiche legate alla posizione di confine del Ticino. Per questo la nuova legge rafforza prevenzione, coordinamento e strumenti operativi. Il testo chiarisce compiti e responsabilità della Polizia cantonale, senza introdurre una polizia unica e senza modificare direttamente il ruolo delle polizie comunali. Tuttavia lascia aperta la possibilità di future riorganizzazioni del sistema. Un punto centrale riguarda la prevenzione: la polizia potrà intervenire prima che avvengano situazioni gravi, in presenza di segnali concreti di pericolo, ad esempio nei casi di stalking, minacce o violenza domestica. La nuova normativa aggiorna anche l’uso della tecnologia, regolando strumenti come lettura automatica delle targhe, registrazioni audio-video e accesso a banche dati, sempre con limiti precisi e tutela della privacy. Sono inoltre previste regole sull’uso del DNA per l’identificazione in casi specifici. La riforma ridefinisce pure doveri e formazione del personale di polizia e consente al Consiglio di Stato di affidare a privati alcuni compiti minori, come gestione del traffico o controlli parcheggi, escludendo però attività sensibili come il trasporto detenuti. Nel complesso, la Commissione ritiene la revisione necessaria e invita ad approvare una legge pensata per garantire al Ticino una polizia più moderna, efficiente e pronta ad affrontare le sfide future. Le conclusioni del rapporto commissionale sono state approvate con 48 voti favorevoli, 0 contrari, 3 astenuti e 30 non votanti. Sono approvati alcune modifiche di legge, per maggiori informazioni consultare la fonte. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Trattanda 10, Attuazione cantonale della revisione della disciplina della prescrizione, 20 aprile 2026
Ticino Svizzera, Trattanda 11, Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni , 20 aprile 2026. Il rapporto della Commissione giustizia e diritti esamina l’iniziativa parlamentare Filippini–Aldi del 2021, che chiedeva di mantenere la gratuità della procedura davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni solo per i casi previsti dal diritto federale o simili, introducendo invece spese per le procedure non legate a prestazioni o per la restituzione di contributi percepiti illegalmente. Le iniziativiste proponevano che le procedure fondate sull’art. 52 LAVS fossero soggette a spese calcolate sul valore litigioso e che il Tribunale informasse le parti sulle tariffe applicabili. Il rapporto ricostruisce il quadro normativo: fino al 2020 la LPGA garantiva la gratuità della procedura, salvo comportamenti temerari. La revisione entrata in vigore nel 2021 ha eliminato tale principio, lasciando ai Cantoni la competenza di disciplinare le spese. Una sentenza del Tribunale federale del 2021 ha poi stabilito che in Ticino mancava una base legale per prelevare spese, poiché l’art. 29 Lptca non era stato adeguato alla nuova LPGA. Il Consiglio di Stato, nel messaggio 8480, ritiene quindi necessaria una modifica dell’art. 29 Lptca. Pur riconoscendo alcuni spunti dell’iniziativa, osserva che la proposta non tutela sufficientemente la parte più debole nelle procedure sociali, tradizionalmente gratuite. Inoltre, le procedure potenzialmente soggette a spese non riguardano solo l’art. 52 LAVS, ma anche tutte le controversie contributive (assoggettamento, premi LAMal, contributi AVS/AI/IPG/AD, qualificazione dell’attività lucrativa). Per questo il Governo propone un controprogetto che sopprime il principio generale della gratuità, ma introduce un sistema uniforme: le controversie relative a prestazioni sono soggette a spese solo se la legge lo prevede, mentre negli altri casi la procedura è onerosa; l’importo è fissato tra 200 e 1'000 franchi, indipendentemente dal valore litigioso. Il Governo respinge inoltre l’idea di esentare enti pubblici e organismi di diritto pubblico, in coerenza con la scelta federale. L’iniziativista Lara Filippini, pur non pienamente soddisfatta, si dichiara favorevole al controprogetto. La Commissione, rilevata l’incompatibilità dell’attuale art. 29 Lptca con la LPGA revisionata e con la giurisprudenza federale, propone al Parlamento di respingere l’iniziativa e di accettare il controprogetto del Consiglio di Stato. Le conclusioni del rapporto commissionale sono state respinte con 23 voti favorevoli, 40 contrari, 0 astenuti, 19 non votanti. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Trattanda 15, Musica e sport non valgono meno delle arti plastiche, 20 aprile 2026
La Commissione formazione e cultura ha esaminato l’iniziativa Ay–Ferrari, che propone di modificare l’articolo 32 della LSise per prevedere che educazione musicale ed educazione fisica, come le arti plastiche, siano insegnate da docenti con preparazione specifica. L’iniziativa nasce dopo il dibattito sul Preventivo 2025, quando si era ipotizzata una limitazione del finanziamento cantonale agli specialisti previsti dalla legge, con possibili disparità tra Comuni. L’obiettivo, come afferma il rapporto, è «riconoscere, al pari delle arti plastiche, il ruolo di docenti con preparazione specifica anche per l’educazione musicale e per l’educazione fisica». La Commissione rileva che EM ed EF contribuiscono allo sviluppo globale degli allievi e che da anni tutti i Comuni impiegano specialisti nelle tre discipline, rendendo la modifica una formalizzazione della prassi. Non vi sono effetti finanziari aggiuntivi, poiché i costi degli specialisti sono già inclusi nella massa salariale che determina il contributo cantonale; nel Preventivo 2025 la quota relativa a EM ed EF era di 4.8 milioni di franchi. La Commissione sostiene la possibilità di deroghe autorizzate dall’ispettorato, necessarie per gestire le differenze tra sedi scolastiche. Le deroghe devono essere temporanee, motivate e accompagnate da un piano di rientro. È ritenuto essenziale definire criteri condivisi con scuole, direzioni, docenti e Comuni. La Commissione considera la modifica dell’articolo 32 LSise fondata e opportuna e invita il Gran Consiglio ad approvarla, ritenendo che rafforzi la qualità dell’insegnamento e garantisca equità tra gli allievi senza compromettere la flessibilità organizzativa. Il rapporto commissionale è stato approvato con 64 voti favorevoli, 5 contrari, 0 astenuti, 8 non votanti. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Lo Stato può permettersi di lasciare abbandonati spazi preziosi? Il caso ex Corners 2.0 a Lugano, 12 agosto 2026
L'interrogazione, presentata dai deputati Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi (MPS-Indipendenti) al Gran Consiglio ticinese, denuncia lo stato di abbandono dell'ex locale pubblico "Corners 2.0", situato al piano terra di Via Bossi 3 a Lugano, in un edificio che ospita uffici giudiziari. Lo spazio risulta inutilizzato e con le vetrine coperte da plastica dall'estate del 2023, ovvero da oltre tre anni. I firmatari evidenziano come questa situazione contrasti con il principio costituzionale di parsimonia ed economicità della gestione finanziaria dello Stato (art. 34bis Cost. cant.), soprattutto considerando la carenza di aule giudiziarie e la possibilità di riconvertire facilmente lo spazio a tale scopo. Viene inoltre ricordato il precedente del primo piano del Palazzo di Giustizia di Lugano, rimasto inutilizzato per quasi dieci anni. Per fare chiarezza, vengono poste al Consiglio di Stato sei domande specifiche: la data esatta del rientro in possesso del locale e la sua superficie; l'importo del precedente canone di locazione e il mancato guadagno stimato; i progetti esistenti per il mantenimento o la riconversione dello spazio e l'ufficio competente; l'eventuale coinvolgimento delle autorità giudiziarie; le ragioni del prolungato abbandono, ipotizzando un mancato coordinamento tra i Dipartimenti; e infine, quali progetti concreti e realistici siano previsti a breve termine. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Siccità nel Mendrisiotto, 12 agosto 2026
L'interrogazione, presentata dal deputato Giovanni Capoferri (Il Centro) al Gran Consiglio ticinese, denuncia la grave situazione di siccità che sta mettendo in difficoltà agricoltori e viticoltori del Mendrisiotto, alle prese con la carenza d'acqua per le colture. Attualmente sono disponibili solo tre punti di approvvigionamento (Mendrisio-Rancate, Capolago e Novazzano), ritenuti insufficienti: i primi due sono troppo distanti per gli operatori del basso Mendrisiotto, mentre il terzo ha una portata limitata a circa 60 litri al minuto, inadatta alle necessità dell'intero comprensorio. Viene inoltre segnalato che, contrariamente a quanto avvenuto nel 2022, oggi l'Ufficio competente nega i prelievi dal fiume Faloppia senza che siano chiare le ragioni. Il Cantone ha annunciato l'entrata in funzione di un nuovo acquedotto a lago a Riva San Vitale per il 2027, ma ci si chiede se quest'opera sarà accessibile anche al mondo agricolo o resterà riservata all'acqua potabile. Per fare chiarezza, vengono poste sette domande al Consiglio di Stato: i dati idrici del Faloppia a confronto tra 2022 e 2026; l'adeguatezza degli attuali punti di prelievo; il numero di richieste d'acqua evase; le intenzioni di aumentare i punti di approvvigionamento; la capacità e l'accessibilità del nuovo acquedotto; le eventuali infrastrutture alternative se l'acqua restasse solo potabile; e infine, le misure strutturali per evitare che la crisi idrica si ripeta ogni estate. La conclusione è netta: la siccità non è più eccezionale e gli agricoltori chiedono fatti, non promesse. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Acqua potabile anche dove non serve: tra divieti e restrizioni, possiamo gestirla meglio, 12 agosto 2026
L'interrogazione, presentata dalla deputata Lara Filippini con diversi cofirmatari, affronta il tema ricorrente delle restrizioni all'uso dell'acqua potabile durante i periodi di siccità in Ticino. Pur comprendendo la necessità di tali misure, ci si chiede se l'acqua disponibile venga gestita nel modo più razionale ed efficiente possibile. Vengono sollevate due questioni principali. La prima riguarda le infrastrutture: quando un Comune impone limitazioni, è davvero per mancanza d'acqua o piuttosto per capacità di captazione, accumulo o distribuzione insufficienti, o ancora per perdite di rete? La seconda questione concerne l'uso di acqua potabile per scopi che non la richiedono (scarichi WC, irrigazione, pulizie, usi industriali), proponendo di valutare sistemi alternativi come il recupero dell'acqua piovana o il riutilizzo, soprattutto in nuove costruzioni, ristrutturazioni e grandi complessi. Si sottolinea che una corretta pianificazione degli investimenti, favorita anche dalla nuova Legge sulla gestione delle acque (entrata in vigore il 1° gennaio 2026), permetterebbe di distribuire i costi nel tempo ed evitare interventi d'emergenza. Per fare chiarezza, vengono poste al Consiglio di Stato dodici domande, riguardanti: dati sui Comuni che hanno subito limitazioni; aggiornamento delle indicazioni cantonali; stato degli acquedotti (perdite, interconnessioni, capacità); margini per favorire il recupero dell'acqua piovana e sistemi di riutilizzo; strumenti finanziari a disposizione dei Comuni; e la possibilità di sviluppare una strategia di medio-lungo periodo per un uso più razionale dell'acqua potabile. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Leventina ostaggio del traffico: a cosa serve la CUPRA se le auto invadono la cantonale?, 12 agosto 2026, 12 agosto 2026
L'interrogazione, presentata dal deputato Alessandro Mazzoleni (Lega dei ticinesi) con numerosi cofirmatari, denuncia la persistente situazione di caos viario in Alta Leventina, causata dal traffico diretto al San Gottardo che si riversa sulla strada cantonale, paralizzando i paesi da Faido ad Airolo. Nonostante le rassicurazioni ricevute nel 2024 (con la promessa dell'apertura sistematica della CUPRA dal 2026) e la conseguente archiviazione di una mozione, il problema rimane drammaticamente attuale. Le colonne sulla cantonale tra Ambri, Piotta e Airolo sono aggravate da un cantiere nel tratto e da eventuali chiusure delle gallerie del Piottino, che spingono il traffico già verso Faido. Inoltre, i navigatori digitali indirizzano gli automobilisti sulla rete locale, con transiti segnalati perfino attraverso nuclei come Altanca. Vengono sollevate criticità specifiche: la CUPRA non sempre è attiva tempestivamente; il presidio informativo allo svincolo di Quinto è discontinuo e passivo; manca una campagna informativa multilingue; e il congestionamento mette a rischio la circolazione dei mezzi di soccorso. Per fare chiarezza, vengono poste diciannove domande al Consiglio di Stato, riguardanti: cause precise della congestione; attivazione effettiva della CUPRA; dati sui veicoli in uscita anticipata; coordinamento con i servizi di navigazione; presenza del personale; impatto sui soccorsi; pianificazione dei cantieri; efficacia delle rassicurazioni del 2024; misure immediate per i prossimi week-end critici; e la richiesta di un piano operativo coordinato entro fine legislatura. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Segnalare non basta: chi riceve una segnalazione ha il dovere di agire, 19 agosto 2026
Il documento è un'interpellanza presentata al Consiglio di Stato ticinese in seguito al caso di un docente della Scuola media di Giubiasco, arrestato per reati sessuali su minorenni. Le firmatarie, Maura Mossi Nembrini e Tamara Merlo, sottolineano che segnalare non è sufficiente: è fondamentale che chi riceve una segnalazione abbia l'obbligo di agire, ascoltare e approfondire. Secondo il testo, emergerebbero indizi che comportamenti inadeguati del docente erano già stati segnalati in precedenza alla direzione, senza che fossero stati presi provvedimenti adeguati. Questo evidenzia un problema culturale e strutturale: le segnalazioni vengono spesso minimizzate, archiviate informalmente o sminuite, specialmente quando i comportamenti sono manipolatori e subdoli. Le interpellanti chiedono chiarezza sugli obblighi concreti dei superiori gerarchici, sulla tracciabilità delle segnalazioni, sui meccanismi di controllo e sulla gestione dei conflitti d'interesse. Propongono un sistema pubblico di prevenzione che garantisca che ogni segnalazione abbia un seguito obbligatorio e documentato. Con 16 domande specifiche, chiedono se il Governo intenda introdurre maggiore trasparenza, formazione obbligatoria per i dirigenti e meccanismi che impediscano l'inerzia istituzionale. Concludono mettendo in dubbio l'affermazione che "il sistema abbia funzionato", chiedendo un vero cambio di cultura. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Telelavoro e immobili cantonali – la maggiore flessibilità produce anche risparmi ed efficienza?, 19 agosto 2026
L'interrogazione, presentata dai deputati PLR Patrick Rusconi e Luca Renzetti, fa il punto sul telelavoro nell'Amministrazione cantonale ticinese a distanza di anni dalla sua introduzione. Il testo ricorda che nel 2018 una mozione aveva già chiesto di promuovere il lavoro a distanza per ridurre traffico, costi e migliorare la conciliabilità famiglia-lavoro. Dopo un progetto pilota avviato nell'autunno 2018, il telelavoro è diventato strutturale: al marzo 2024 sono 1'619 i collaboratori autorizzati, di cui 16 in sedi decentrate. Parallelamente, il Cantone ha definito nuovi standard per gli spazi ufficio (proprietà e locazione) per favorire postazioni flessibili e uso più razionale delle superfici. È in corso un progetto pilota presso il Centro sistemi informativi di Bellinzona, con conclusione prevista nel 2026. I firmatari condividono la direzione intrapresa, ma sottolineano che il telelavoro deve tradursi in maggiore efficienza e risparmi, non solo in un vantaggio organizzativo individuale. In un momento finanziario difficile, non è sostenibile mantenere invariati costi immobiliari e postazioni mentre si investe in digitalizzazione e lavoro agile. Le 6 domande chiedono al Consiglio di Stato: dati sull'occupazione effettiva degli spazi; evoluzione dei costi dal 2021 (locazioni, energia, pulizia, manutenzione) e costi aggiuntivi del telelavoro; standard quantitativi della nuova direttiva; se si intende fissare un obiettivo cantonale di riduzione delle superfici per posto di lavoro, simile a quello della Confederazione (entro il 2036); possibilità concrete di accorpamento e risparmi potenziali; e infine valutazioni sull'impatto del telelavoro su produttività e qualità dei servizi. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Ticino Svizzera, Nuovo caso di presunte molestie alla RSI: basta mezze risposte! Il Governo deve prevenire, non soltanto reagire, 17 agosto 2026
L'interpellanza, presentata da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini per Più Donne, riguarda un nuovo caso di presunte molestie emerso alla RSI nel 2026 e critica la posizione del Consiglio di Stato. Le firmatarie contestano la risposta del Governo alla loro precedente interrogazione, nella quale il Consiglio di Stato afferma che le misure introdotte dopo i casi del 2020 sono efficaci e che non ritiene necessario promuovere una verifica indipendente. Il punto centrale è che il Governo non fornisce elementi oggettivi a sostegno di queste affermazioni: parla di "quasi totalità" delle raccomandazioni attuate senza dire quali siano rimaste inevase, e cita un "consolidamento della fiducia" senza fornire dati concreti. Inoltre, il Governo dichiara di seguire la situazione tramite i propri rappresentanti nella SSR. Le interpellanti sottolineano che la capacità di reagire a una segnalazione (con la sospensione cautelare del collaboratore) non equivale all'efficacia della prevenzione. Chiedono quindi al Consiglio di Stato di rispondere in aula su: basi oggettive dell'efficacia dichiarata; raccomandazioni non attuate; informazioni ricevute tramite SSR; e ragioni del rifiuto di sollecitare una verifica indipendente, chiedendo infine se sia disposto a rivedere tale posizione. Fonte: https://www4.ti.ch/
- Italia, Tajani al Meeting di Rimini per discutere di Europa, Libano e sicurezza alimentare, 26 agosto 2026
Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parteciperà oggi al Meeting di Rimini con due interventi dedicati alle radici e ai valori europei e al sostegno al Libano. Il Paese mediorientale rappresenta una priorità per la Cooperazione Italiana, che vi ha attivi quarantasette progetti a dono per circa centotrentadue milioni e trecentomila euro, cui si aggiungono oltre settanta milioni deliberati dal duemilaventitre al duemilaventisei per iniziative emergenziali. L'Italia sostiene stabilità, popolazione e ricostruzione, con interventi in ambito ambientale, idrico, accoglienza rifugiati e sicurezza alimentare. Particolare attenzione è riservata alle comunità cristiane vulnerabili: cinque progetti per quattro milioni e mezzo di euro già finanziati e un nuovo bando da due milioni dedicato al Paese. Nel corso della giornata, Tajani visiterà con la Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola il Padiglione della Farnesina "Seminare il Futuro", incentrato sulla sicurezza alimentare. Priorità strategica della Cooperazione, soprattutto in Africa, il tema verrà affrontato integrando sviluppo agricolo, adattamento climatico, formazione e innovazione, con partenariati che coinvolgono istituzioni, privati, ricerca e società civile, anche nell'ambito del Piano Mattei. Fonte: www.esteri.it Hastag: #TajaniMeetingRimini #Libano #CooperazioneItaliana #SicurezzaAlimentare #PianoMattei











